
Cesare Berlingeri, Deposito di stelle, 2005, tecnica mista su tela piegata, cm. 88x135x72
a cura di Redazione, il 09/01/2008
Dopo essere stato ospitato in due importanti musei brasiliani (il MAC Museu de Goiânia a Goiânia e il MAM Museu de Arte moderna a Salvador de Bahia) Cesare Berlingeri conclude il percorso della sua mostra itinerante con l’esposizione al MAM Museu de Arte moderna di Rio de Janeiro, che aprirà le sue sale dal prossimo 31 gennaio. Un progetto quello delle tre esposizioni brasiliane ideato e organizzato dalla Vecchiato New Art Galleries di Padova, che con questa antologica ha presentato il percorso creativo dell'artista dal 1967 al 2007, oltre a un'inedita installazione realizzata appositamente per l'evento brasiliano.
L'esposizione, curata da Aguinaldo Coelho (direttore della Agência Goiânia de Cultura) e Celso Fioravante con il coordinamento artistico di Dante Vecchiato e Roberto Agnellini, offre al pubblico una visione completa del percorso dell'artista attraverso 182 pitture piegate, che compongono 52 opere di grandi dimensioni. Dalla selezione emerge la ricerca di Cesare Berlingeri nei suoi 40 anni di attività, come la monocromia, la rottura del supporto, le relazioni tra pittura e scultura, la memoria, l'erotismo, la sacralità. "Questi temi sono costanti nella produzione italiana a partire dagli anni Sessanta e furono sviluppati dai principali movimenti artistici locali, come l'arte povera, l'arte concettuale e la transavanguardia e da artisti italiani consacrati a livello mondiale" - scrive nell'introduzione in catalogo Aguinaldo Coelho.
"Cominciò oltre 30 anni fa, Cesare Berlingeri, a piegare le tele dei suoi quadri. Dapprima, ottenendo volumi con tele imbevute di gesso e pigmenti puri che traevano le loro forme dalle curvature. Poi, strati avvolti su disegni graffiti come microcosmi chiusi ma non limitati dall'azione sigillante dell'artista. Più di recente, articolando i volumi della tela come corpi umani, i cui torsi scultorei tendono a espandere gli spazi in cui vibrano. Le sue pieghe non producono solo forme e volumi: sono anche biforcazioni tra pittura, scultura e performance". A tale proposito Cesare Berlingeri sostiene: "il fatto di piegare una tela di dieci metri quadrati, dipinta, è uno sforzo fisico tremendo e quindi diventa una specie di danza volatile, un gesto volatile…".
Dopo le prime "tele piegate" del 1975, negli anni Ottanta Cesare Berlingeri inizia la serie dei "dittici e trittici", caratterizzati dall'accostamento di tele monocrome di grandi dimensioni a lastre di ferro; seguono i "corpi", ciclo di opere del nuovo millennio, attraverso i quali la pittura monocroma si avvicina alla scultura avvolgendo la tela in una materia espansa. Fino all'ultima installazione inedita degli "avvolti", ventuno tele piegate, tutte bianche caratterizzate da segni neri sia geometrici sia naturalistici, che fluiscono come una cascata dalla parete su altrettanti piani inclinati. L'installazione è stata concepita espressamente dall'artista, dopo un sopralluogo, per una sala già adibita a chiesa presso il MAM di Salvador de Bahia e per una lunghissima parete del MAM di Rio de Janeiro.
"Il fatto di presentare il mio lavoro - afferma Cesare Berlingeri - in una terra così lontana, con una poetica così diversa dalla mia, è un confronto che mi affascina".
L'esauriente catalogo edito da SHIN factory in tre lingue, italiano, portoghese e inglese, offre un'introduzione di Aguinaldo Coelho, un ampio testo critico di Tommaso Trini e una vivace intervista di Celso Fioravante.
stampa pagina
stampa solo testo
Segnala l'articolo
a cura di Redazione, il 04/01/2008Cesare Berlingeri è nato nel 1948 a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, dove inizia a dipingere giovanissimo. Vive e lavora a Taurianova (Reggio Calabria). Nel 1964 si trasferisce in Piemonte e qui lavora presso un decoratore di chiese. Nel ‘68 intraprende una serie di viaggi in Europa...