
Guglielmo Micheli, Carbonai in Maremma (particolare)
a cura di Redazione, il 18/03/2008
Nato a Livorno nel 1866, è uno degli allievi prediletto di Fattori. Dal punto di vista artistico nasce dunque macchiaiolo, maturando poi un proprio stile che lo conduce verso il naturalismo e una multiforme attività come pittore a olio, disegnatore, acquerellista e illustratore di libri, apprezzato in particolare per le marine.
Inizia a Livorno nello studio di Natale Betti e si iscrive all’Accademia di Firenze grazie a una borsa di studio della fondazione Bastogi. Con Plinio Nomellini e Mario Puccini frequenta dal 1886 anche la “Scuola libera di nudo” di Fattori. Nel 1890 sposa Guglielmina. È la nipote dello scultore Giovanni Paganucci, con cui in gioventù Fattori aveva condiviso a Firenze lo studio di via Nazionale. Sono gli anni in cui Micheli frequenta la Maremma dipingendo quel paesaggio e distinguendosi, appunto, anche come pittore di marine.
Nel 1893 ottiene la nomina di assistente disegnatore del Regio Istituto tecnico di Livorno, città che torna dunque a essere il centro della sua attività. Nel 1897 trasforma lo studio di via delle Siepi in scuola di pittura frequentata, tra gli altri, da Amedeo Modigliani e Llewelyn Lloyd, Gino Romiti e Oscar Ghiglia. Negli ultimi anni di vita insegna in numerose scuole d’arte, Acqui Terme, Iglesias, Cortona, Sassari, Caltanissetta, Bari, Pisa, Arezzo. Muore nella natia Livorno nel 1926.