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Mario Airò, “Ling”, 2007. Acrilico su legno, neon; 220 x 220 x 15 cm. Courtesy Galleria Massimo De Carlo

MARIO AIRÒ

Nell’ambito di una mostra tripersonale, la Galleria Massimo De Carlo di Milano ospita una serie di originali creazioni dell’artista pavese in cui l’esperienza acustica si accompagna a quella visiva

a cura di Redazione, il 05/05/2008

Inaugura giovedì 8 maggio a Milano, nella sala 4 della Galleria Massimo De Carlo, un’esposizione di Mario Airò inserita nell’ambito della tripersonale “Mario Airò, Jason Dodge, Lawrence Weiner”.
In occasione di questa mostra, Airò presenta una serie di pannelli motorizzati, posizionati a differenti altezze e dislocati nello spazio espositivo, che sono programmati in modo tale da far girare ora due, ora tre foglie d’albero. Le foglie, messe in moto dai pannelli, sembrano animarsi in movimenti di rotazione e rivoluzione, che si combinano e si alternano tra loro quasi a simulare i passi di un’ipotetica danza.

Il titolo della mostra tratto da un verso delle “Illuminazioni” di Rimbaud

«Ho steso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo», è il verso tratto dalle “Illuminazioni” di Rimbaud e musicato da Hector Zazou che Airò ha scelto come titolo della mostra. In perfetto sincrono col movimento delle foglie, anche una musica si diffonde nello spazio: attingendo alla discografia più disparata, l’artista è riuscito a creare una colonna sonora molto ampia, sia per stili che per durata, spaziando dalle musiche medievali alle ricerche contemporanee, e andando a includere brani pop, rock e musica classica. L’esperienza acustica, che completa e supporta quella visiva, immerge lo spazio in un’atmosfera ovattata e protetta, e rinforza l’illusione data dal volteggiare delle foglie.

Mario Airò, “Estrellita”, 2003. Rosa artificiale, lampada alogena, impianto audio, CD; 90 x 45 x 32 cm. Courtesy Galleria Massimo De Carlo

Le opere di Airò capaci di restituire il senso di una vita sognata più che vissuta

Gli interventi di Mario Airò, artista pavese del 1961 che vive e lavora tra Milano e la Toscana, nascono per lo più con l’intento di indurre nello spettatore stati d’animo e sensazioni fortemente emotivi. Composte da oggetti, immagini, testi, suoni e fonti luminose, le sue opere, che sono state esposte anche alla GAM di Torino, al il P.S.1 di New York, al Castello di Rivoli, al Museum of Contemporary Art di Tokyo, allo S.M.A.K. di Gent e alla Triennale di Milano, giocano sulla delicatezza, sull’effetto incantatorio e seducente che trasforma gli ambienti espositivi in spazi mentali avvolgenti, irreali, capaci, nella loro insistita perfezione, di restituire il senso di una vita sognata più che vissuta; rappresentano momenti di vita filtrati attraverso il desiderio o attraverso una memoria affettiva che sfronda la realtà riducendola a pochi elementi essenziali, destinati ad essere amplificati a dismisura.

    Scheda Tecnica

  • Mario Airò. “J’ai tendu des cordes de clocher à clocher; des guirlandes de fenêtre à fenêtre; des chaines d'or d'étoile à étoile, et je danse”
    dall’8 maggio al 28 giugno 2008
    Inaugurazione: giovedì 8 maggio, ore 19
  • Galleria Massimo De Carlo
    Milano, Via Giovanni Ventura 5
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 11.30-14 e 14.30–19.30; lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Tel. (+39) 02 70003987 - Fax (+39) 02 7492135 e (+39) 02 45487527
    info@massimodecarlo.it
    Galleria Massimo De Carlo

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