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Archivi Modigliani a Roma. Una mostra di Max Jacob la prima iniziativa collaterale

a cura di Redazione, il 23/05/2006

Il Comitato promotore per la Fondazione Amedeo Modigliani (Cam), organizza una serie di esposizioni col fine di accrescere la conoscenza del clima culturale in cui si è sviluppato il genio artistico del maestro livornese. Prima mostra legata all’iniziativa è quella sulle gouaches di Max Jacob (in tutto 18), grande amico di Modigliani. L’evento, in programma nelle sale della sede del Cam fino al 30 luglio, nasce dalla volontà del Presidente del Comitato Promotore della Fondazione, Christian Parisot, del VicePresidente Massimo Riposati e del Segretario Generale Luciano Renzi.
Figlio di un sarto stabilitosi a Quimper, Max Jacob nasce nel 1876 e, dopo i primi brillanti studi alla Scuola Coloniale di Parigi, decide di dedicarsi alla critica d’arte. L’assidua frequentazione degli studi degli artisti gli consentirà di incontrare Picasso nel 1901. Il pittore catalano abiterà da Max Jacob a partire dal 1902, prima che quest’ultimo vada a stabilirsi nel 1907 a Montmartre. Max Jacob è quindi testimone privilegiato della nascita del cubismo, ed assiste in particolare alla genesi delle Demoiselles d’Avignon. Si lega con Juan Gris, Apollinaire, Braque e André Salmon.
Fino al 1921 Max Jacob frequenta la bohème di Montmartre e si lega con la maggior parte degli scrittori e degli artisti del momento. La sua amicizia con Cocteau diviene proverbiale e Modigliani gli farà due ritratti straordinari. Due apparizioni di Gesù Cristo (la prima sul muro della sua stanza nel 1909, la seconda nel 1914) lo conducono ad abbandonare la religione ebraica per la fede cattolica. L’anno seguente sarà battezzato, Picasso sarà il suo padrino: da questo momento la sua vita cambia totalmente.
Parallelamente alla sua attività di scrittore, essenzialmente di poesie dove dimostra la sua incomparabile abilità di Jongleur de mots, Max Jacob, che si era dedicato alla pittura fin dal sua arrivo a Parigi, si consacrerà sempre più a quest’arte.
A partire dal 1919 esporrà regolarmente le sue gouaches che gli procureranno quel sostegno finanziario che la scrittura non poteva assicurargli: gouaches ispirate ai paesaggi della Bretagna, di Parigi o della Valle della Loira o alle scene del Circo, da lui molto amato.
Durante il periodo del Bateau-Lavoir aveva utilizzato una tecnica fatta di forme geometriche, in una dichiarata relazione con l’esperienza cubista, che riprenderà nei suoi ultimi anni. La sua produzione oscillerà sempre tra gouaches di ricerca, emozionanti e spontanee ed altre, copiate da cartoline, più banali e commerciali. Dal 1928 al 1935, tornato a Parigi, come un vero dandy, si dedicherà alla mondanità, circondandosi di giovani poeti, come René-Guy Cadou, Michel Manoll o Marcel Béalu, che vedono in lui l’inventore della modernità.
Max Jacob dedicherà i suoi ultimi anni, particolarmente difficili e dolorosi, a profetizzare la catastrofi che si annunciano: seppure autenticamente cristiano sarà costretto a portare la stella gialla dell’ebraismo.
Max Jacob verrà arrestato il 24 febbraio 1944, imprigionato ad Orléans, poi deportato quattro giorni dopo al campo di Drancy, dove muore di polmonite il 15 marzo 1944.

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Scheda tecnica

Max Jacob
dal 26 maggio al 30 luglio 2006

Spazio Renzi&Partners
Roma, Piazza Capranica 95

Orario di apertura:
Tutti i giorni feriali, ore 16-20

Biglietti:
Ingresso gratuito

Info:
Tel. (+39) 06 6810121 – (+39) 06 6920361

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