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Alberto Garutti. "S.T." 1994 - Carta da parati e buchi, cm 120x90

Una grande mostra per il 35° della Galleria Plurima

La galleria di Udine festeggia i suoi primi 35 anni di vita con un’eccezionale esposizione che comprende i lavori di tre grandi artisti come Alberto Garutti, Marco Tirelli e Serse

di Giovanni Cozzarizza, il 30/05/2008

La Galleria Plurima di Udine festeggia adeguatamente il suo 35° anno di attività con una mostra di gran livello, peraltro, con la sua tradizione di produttore di eventi di elevatissima qualità. Nelle sale della galleria di Valentino Turchetto, a partire da sabato 31 maggio, allineati i lavori di tre importanti artisti contemporanei: Alberto Garutti, Marco Tirelli e Serse.

Alberto Garutti, docente e artista di fama internazionale

Alberto Garutti (Galbiate 1948) artista e docente all’Accademia di Brera di Milano, è professore al “Laboratorio della forma e della figurazione”, presso la Facoltà di Architettura di Venezia, IUAV.
Partecipa, invitato, alla Biennale di Venezia nel 1990 ed espone al M.A.R.T.A. Museum di Herford nel 2001. Nel 2000 realizza per l’ACEB di Bergamo un’opera per la città, così pure in via della Conciliazione a Roma in occasione del Giubileo.

Nel 2004 presenta un lavoro permanente per la sede Tiscali di Cagliari, e inaugura una mostra personale presso i Magazzini d’Arte Contemporanea di Roma. Per la Fondazione Teseco di Pisa, nel 1996, realizza un’importante opera. L’artista, più recentemente, è conosciuto per i suoi lavori pensati per spazi pubblici, rivolti all’architettura e all’urbanistica che stanno connotando edifici, percorsi, piazzali di tutto il mondo.

Sue opere, infatti, si trovano a Gent in Belgio - Museo S.M.A.K., a Istanbul sul ponte del Bosforo, a Kanazawa in Giappone per il Century Museum of Contemporary Art.
Presidente della giuria del premio Guarene Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel 2000, è stato membro della commissione giudicatrice del premio Querini-Furla per l’Arte a Venezia e presidente della giuria italiana dell’Italian Studio Program al Museo MOMA/P.S.1 Contemporary Art Center di New York.

Marco Tirelli, costante rinnovo riprendendo la tradizione delle avanguardie

Marco Tirelli. "S.T." - cm 100x80, tempera su tavola

Marco Tirelli (Roma nel 1956), frequenta ivi l'Accademia di Belle Arti dove si diploma in scenografia con Toti Scialoja. Tra le prime mostre la collettiva Italiana. Nuova immagine a Ravenna (1980) e la partecipazione alla Biennale di Venezia. Al 1984 risale la prima personale presso Galleria L'Attico di Roma, nella quale presenta dipinti ad olio su carta in telata.

In queste opere un medesimo elemento figurativo è ripetuto, accostato o sovrapposto, configurando un’inedita tensione verso una concezione spaziale che, riprendendo la tradizione delle avanguardie, la rinnova in sintonia con il clima pittorico contemporaneo. A metà degli anni '80 trasferisce lo studio nei locali dell'ex pastificio Cerere in Via degli Ausoni, nel quartiere romano di San Lorenzo, che diventa in quel periodo un vitale centro propulsore della cultura artistica.

Qui si tiene, nel 1984, la mostra "Ateliers" in occasione della quale gli artisti residenti aprono i loro studi al pubblico. Dalla seconda metà degli anni Ottanta la sua ricerca formale e cromatica tende ad una maggiore essenzialità con strutture austere e armoniose, che si rifanno ad un’idea di canone di respiro classico: la luce diviene rivelatrice di una presenza e di un’apparizione che si esemplifica in forme slegate da una relativa mondanità e dal forte sentore metafisico.

Nel 1985 partecipa alla collettiva "Anniottanta" presso la GAM di Bologna e nel 1990 partecipa ancora con una sala personale alla Biennale di Venezia e la Galleria Civica di Modena gli dedica una mostra. Nello stesso anno espone, con Sol Lewitt, all'American Academy di Roma e partecipa alla Biennale di Sidney. Nel 1997 ha vinto il premio Michetti e nel 2003 la GAM di Bologna gli ha dedicato un’ampia antologica.

Serse, il potere magico della natura

Le opere dell’artista triestino Serse (S. Polo di Piave 1952), sono prevalentemente disegni a grafite, rigorosamente in bianco e nero che rappresentano frammenti di paesaggi e scorci naturali nei quali la natura esala il suo potere magico. Le immagini evocano la liricità della pittura romantica e riprendono la precisione della fotografia.

Serse. "A fior d'acqua" - 2001, grafite su carta su alluminio, cm 100x142

Il suo lavoro, infatti, ha origine da uno scatto fotografico che l’artista traduce sulla carta, trasformando i soggetti in paesaggi interiori in grado di comunicare il fluire del tempo anche nella sua staticità. Se i suoi disegni sembrano talvolta tradire un senso di nostalgia per una visione che appartiene al passato, essi contengono anche caratteristiche che li rendono universali.

Il costante dualismo tra il distacco di una visione remota e la prossimità di un’immagine a prima vista fotografica, contribuisce a sprigionare dalle opere un effetto poetico e sentimentale. Così onde del mare, foglie, effetti d’ombre e superfici d’acqua intrappolano lo sguardo dello spettatore tra i loro riflessi lucidi e atmosfere sfumate.
L’uomo non è mai presente nei lavori di quest’artista, e l’assenza del colore dona alle composizioni un’emotività neutra e pacata, trasformandole in immagini senza tempo – e quindi universali - che trascendono la rappresentazione del reale per giungere ad un’interpretazione metaforica di uno stato interiore.

Scheda Tecnica

  • GARUTTI, SERSE, TIRELLI
    dal 31 maggio al 30 giugno 2008
  • Galleria Plurima
    Udine, via Erasmo Valvason 11
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 10.30-12.30 e 16.30-19.30; dom e lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Tel. (+39) 0432 502236
    info@galleriaplurima.it
    Galleria Plurima

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