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Luciano Maciotta. Velo bianco, 2007. Crepe, acrilico e led, 100x80 cm

LUCIANO MACIOTTA

Inaugura stasera alla Galleria Cavenaghi Arte di Milano una mostra in cui saranno presentate alcune delle opere più recenti dell’artista milanese, in un interessante connubio tra arte e tecnologia

a cura di Redazione, il 12/06/2008

Mentre un'importante rassegna, allestita negli spazi del Campanile del Duomo di San Martino a Pietrasanta fino al 30 giugno, documenta tutto il percorso di ricerca di Luciano Maciotta, la Galleria Cavenaghi Arte accoglie a Milano, con inaugurazione stasera alle 18, un’importante serie di sue opere recenti.

Luciano Maciotta, dall’ingegneria all’arte

Maciotta è un artista milanese che vive a Monza e che per lungo tempo ha lavorato nei campi dell’elettrotecnica e dell’elettronica mettendo a frutto la laurea in Ingegneria elettrotecnica e occupando importanti ruoli manageriali sia in Italia che all’estero.

Il percorso artistico di Maciotta

Da alcuni anni, ha ripreso con maggiore assiduità a frequentare quel versante dei suoi interessi, peraltro mai del tutto accantonati, che fin dagli anni Sessanta (è nato nel 1943) lo avevano portato sui percorsi dell’arte e in particolare verso quel neoconcretismo che va dall’arte programmata alle tele sagomate di Enrico Castellani.

La sperimentazione sul effetto della luce sulle tele e dentro lo spazio

Ambiti questi in cui evidente era l’attenzione alla luce e agli effetti possibili sulla superficie della tela e dentro lo spazio. La conoscenza approfondita dei fenomeni luminosi e degli apporti che la tecnologia più avanzata andava man mano proponendo ha portato l’artista a cercare una interazione tra luci naturali (ovviamente riflesse dai colori stesi sulle superfici) e possibili inserimenti di luci artificiali dentro il quadro. E con la scoperta del led (acronimo di Light Emitting Diode ovvero “Diodo ad emissione di Luce”) questa ipotesi è diventata realtà. Le opere più recenti di Maciotta, infatti, abbinano spesso l’indagine dello spazio mediante la sagomatura delle tele alla definizione di percorsi o di “disegni” generati attraverso il posizionamento di led che diventano strumenti d’espressione strettamente connaturati con presenze propriamente pittoriche.

Così Elisabetta Longari approfondisce questi temi:

«Maciotta adotta indubbiamente la luce come principale elemento espressivo, anche se non è mai presentata da sola; essa comunque mantiene la propria doppia valenza intrinseca: nel contempo si mostra come materia e come forma di smaterializzazione spirituale. E della stessa ambivalenza partecipa l’autore, che nasce ingegnere e che non smette di esserlo anche nell’arte, proponendo una figura d’artista, che, se dovessimo utilizzare categorie legate al passato, potremmo definire positivista e umanista al tempo stesso. Rifugge gli elementi “drammatizzanti” e fantasmagorici che la luce potrebbe portare con sé, opta invece per la creazione di uno spazio apollineo, ordinato, che a volte assume il carattere quasi di verifica matematica. Spesso pone a confronto una stesura dipinta con un determinato pigmento e la relativa luce colorata.»

Luciano Maciotta. Parabole, 2008. Tela grezza, acrilico e led, 80x100 cm

E aggiunge che «Le sue forme nascono dall’ordine, non dal caos, sono spesso speculari e sempre armoniose. Esse s’ispirano frequentemente a immagini rubate a diversi ambiti scientifici, anche se a volte si richiamano a visioni naturalistiche che l’occhio “nudo” vede e riconosce facilmente, come il cielo stellato e la distribuzione topografica dei vulcani, è più usuale che invece vengano improntate a “figure” più astratte proprie della fisica, della chimica e della meccanica, per esempio frattali, spirali, ingranaggi e diagrammi…

I quadri-oggetto di Maciotta invadono lo spazio e, riverberandosi, condizionano l’ambiente in cui sono immersi, mentre generano stupore nell’osservatore perchè modificano sottilmente la percezione dello spazio intorno. Anche se la luce di Maciotta non ha la radicalità degli interventi di Fontana o la qualità immersiva di quelli di Turrell, riesce comunque a manipolare anch’essa sottilmente lo spazio.»
(Testo tratto dal catalogo edito da Multigraf che accompagna queste mostre)

Quando la pittura incontra la tecnologia

Solo la visione diretta permette di comprende come questa commistione di naturale e artificiale possa essere efficace e di apprezzare una poetica che vive contemporaneamente di un medium di lunghissima tradizione come la pittura e di elementi propri di una tecnologia sempre più avanzata.
Le tre situazioni espositive, che si succederanno da giugno a novembre, sono diverse e proprio per questo si prestano a una ulteriore verifica della effettiva valenza artistica e innovativa di questi lavori a cui Maciotta si dedica da tempo.

Il dialogo-confronto tra le opere nella mostra di Pietrasanta

Particolarmente affascinante sarà il dialogo-confronto tra queste opere, la Piazza del Duomo e l’interno del Campanile di Pietrasanta, in una lunga escursione temporale che porta dalle architetture di fine Quattrocento (progettate dal fiorentino Donato Benti) fino agli interventi artistici di Maciotta chiaramente immersi nella contemporaneità.

Scheda Tecnica

  • "Luciano Maciotta". Mostra personale
    dal 13 giugno al 5 luglio 2008
    Inaugurazione: giovedì 12 giugno, ore 18
  • Galleria Cavenaghi Arte
    Milano, via San Gregorio 25
  • Orario di apertura:
    mer-gio-ven, ore 15-19; sab, ore 10-12.30 e su appuntamento
  • Catalogo:
    Multigraf
  • Info:
    Tel. (+39) 02 20240271 – (+39) 02 74231205
    gf@cavenaghiarte1.191.it

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