
Alberto Sughi, “La passeggiata”, Olio su tela, 200x170 cm, 1991
a cura di Redazione, il 26/09/2008
Alberto Sughi nasce a Cesena nel 1928. Pittore autodidatta, Sughi divenne, dopo varie esperienze formative, uno dei maggiori artisti italiani della generazione che esordì agli inizi degli anni Cinquanta, scegliendo decisamente la strada del realismo, nell’ambito del dibattito tra astratti e figurativi dell’immediato dopoguerra. Sin dai primi anni i dipinti di Sughi rifuggono, tuttavia, ogni tentazione sociale per mettere in scena momenti di vita quotidiana senza eroi tanto da permettere a Enrico Crispolti nel 1956 di utilizzare per lui la definizione “realismo esistenziale”.
La sua ricerca procede, in modo quasi costante, per cicli tematici, che hanno il sapore della sequenza cinematografica. Prima le cosiddette “pitture verdi”, dedicate al rapporto fra uomo e natura (1971-1973); poi, il ciclo “La cena” (1975-1976); agli inizi degli anni Ottanta appartengono i venti dipinti e i quindici studi di “Immaginazione e memoria della famiglia”; dal 1985 è in corso la serie “La sera o della riflessione”. L’ultima serie di grandi dipinti, esposta nel 2000, è intitolata “Notturno”.
Sughi ha partecipato a tutte le più importanti rassegne d’arte contemporanea, dalla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia alla Quadriennale di Roma, e a varie mostre, che hanno proposto all’estero le vicende dell’arte italiana degli anni Settanta a oggi. Musei italiani e stranieri gli hanno dedicato ampie rassegne antologiche; tra esse spiccano la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (1977), la Galleria del Maneggio di Mosca (1978), il Museo di Castel Sant’Angelo di Roma, il Museo delle Belle Arti di Budapest e la Galleria Nazionale di Praga (1986), la Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara (1988), la Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno (1990), il Museo d’Arte Assis Chateaubriand a San Paolo del Brasile (1994) e il Museo Civico di San Sepolcro (2003).
L’artista ha partecipato al ciclo di mostre “La ricerca dell’identità” a Cagliari, Palermo e Ascoli Piceno (2003-2004) e alla mostra “Il Male. Esercizi di pittura crudele” alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino (2005). Nel 1994, Sughi ha ricoperto la carica di Presidente dell’Ente Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma. Sempre nel 2005 ha partecipato alla mostra “Il ritratto interiore” tenutasi al Museo Archeologico Regionale di Aosta. Il CSAC e l’Università di Parma gli hanno dedicato una grande mostra nel Salone delle Scuderie in Pilotta a Parma (2005-2006).
Nel marzo del 2007 nella storica Biblioteca Malatestiana di Cesena è stata allestita una mostra antologica curata da Vittorio Sgarbi con circa cinquanta opere. Nel luglio dello stesso anno il Complesso del Vittoriano a Roma ha ospitato la più completa mostra antologica dedicata a Sughi, curata da Arturo Carlo Quintavalle, con circa ottanta dipinti e una sessantina di disegni realizzati dal 1946 ad oggi.
Per concludere, proponiamo ai lettori due testi firmati da Alberto Sughi e Arturo Carlo Quintavalle. Nel primo, l’artista descrive la genesi e il significato delle opere appartenenti ad uno dei suoi cicli pittorici più recenti, realizzato nel periodo immediatamente successivo alla caduta del Muro di Berlino. A seguire, il grande storico e critico d’arte riflette sul tema di fondo di questo particolare esito dell’arte di Alberto Sughi, ovvero la crisi degli intellettuali dopo la fine dell’Unione Sovietica e delle sue mitologie, e, più in generale, la crisi di ogni ideologia.
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