Mostre » Lo sguardo sulla natura. Luce e paesaggio da Lorrain a Turner

Claude Lorrain, Paesaggio, Olio su rame, cm 34,7 x 28,4 senza cornice; con cornice cm 40,7 x 34,4, Roma, Fondazione Amata

Lo sguardo sulla natura. Luce e paesaggio da Lorrain a Turner

Attraverso 70 opere, dalla metà del Seicento fino alla prima metà dell’Ottocento, un’esposizione al Museo Diocesano di Milano seguirà l’evoluzione della tematica del paesaggio come forma di rappresentazione autonoma

a cura di David Bernacchioni, il 13/10/2008

“Lo sguardo sulla natura. Luce e paesaggio da Lorrain a Turner” è il titolo della suggestiva rassegna che apre i battenti martedì 14 ottobre al Museo Diocesano di Milano per documentare, attraverso 70 opere provenienti da importanti istituzioni pubbliche e collezioni private italiane ed estere, l’evoluzione della tematica del paesaggio come forma di rappresentazione autonoma, dalla metà del Seicento fino all’inizio dell’Ottocento. L’esposizione è curata da Paolo Biscottini (Direttore del Museo milanese) ed Eugenia Bianchi, e resterà aperta al pubblico fino all’11 gennaio 2009.

La realtà idealizzata di Lorrain e seguaci; il naturalismo di van Poelenburgh e Both

Il percorso espositivo muoverà i propri passi da Claude Lorrain e dai suoi più diretti seguaci, per i quali le forme di paesaggio furono quelle di una realtà idealizzata, solenne, ordinata e armonica, dove uomo e natura convivono in perfetta armonia. Oltre a questo indirizzo, si diffuse un tipo di rappresentazione del paesaggio attento agli aspetti naturalistici, memore della tradizione fiamminga; ne furono protagonisti soprattutto alcuni pittori d’oltralpe attivi anche a Roma, come Cornelis van Poelenburgh e Jan Both.

Salvator Rosa, Veduta di un golfo, Olio su tela, cm 142 x 176, Modena, Galleria Estense

L’anima poetica di Salvator Rosa e gli artisti da lui influenzati

Fu invece indipendente dal paesaggio classico e dalle vedute naturalistiche, l’affascinante produzione del napoletano Salvator Rosa, dove emerge l’anima poetica di un pittore che, per certi aspetti, anticipa le componenti più tipiche del paesaggio romantico. La produzione di Rosa avrà largo seguito, influenzando tra gli altri il Cavalier Tempesta, pittore olandese attivo a Roma e poi in Italia Settentrionale nella seconda metà del Seicento.

La figura centrale di Marco Ricci nel paesaggismo veneto del ‘700

La grande stagione del paesaggismo veneto del Settecento ha in Marco Ricci il suo elemento fondante. Al bellunese si devono alcune delle più affascinanti rappresentazioni della realtà, dove alternativamente trovano espressione le decadenti rovine, la natura nei suoi aspetti pastorali o drammatici, le eroiche visioni di un mondo declinate da uno spiccato estro inventivo e da eccezionali capacità tecniche.

L’Arcadia di Zuccarelli, il “capriccio” di Guardi, la “veduta” di Canaletto e Bellotto

J. Constable, “Sky study with a shaft of sunlight”, Olio su carta, cm 13,3 x 14.9, 1822, Cambridge, Fitzwilliam Museum

Ricci e alcune personalità emergenti nel contesto romano furono i punti di riferimento privilegiati per le forme che siglano il genere durante il Settecento. Ad esempio, il paesaggio come espressione dei temi legati all’Arcadia, di cui la felice espressività di Francesco Zuccarelli offrì le rappresentazioni più note; o il “capriccio” che con Francesco Guardi raggiunse forme ricche di suggestione e di fascino; la “veduta” con le opere di Canaletto e Bellotto, o ancora il “rovinismo” inteso nella mentalità settecentesca come nostalgica interpretazione di un mondo ormai lontano e decaduto, evocato da architetture e frammenti scultorei in rovina.

L’influsso illuminista e neoclassico in Constable e Turner

Con l’illuminismo e le teorie neoclassiche si fanno strada nuove forme di paesaggio, attraverso artisti di nazionalità prevalentemente francese e inglese che, sulla scia del “Grand Tour”, viaggiavano spesso in Italia. Si diffondono, in particolare, le vedute dei luoghi consacrati dalla letteratura classica e le rappresentazioni legate all’osservazione della natura e delle sue manifestazioni geologiche e atmosferiche. Di quest’ultima tendenza alcune opere illustreranno solo gli aspetti più realistici, come testimonia la natura empirica, oggettiva, ricca di luce e di colori di Constable, mentre altre perseguiranno una dimensione interiore, come la natura drammatica e interiorizzata di Turner, con tempeste marine violente, grandi nevicate, piogge impetuose.
Accompagna la mostra un catalogo Silvana editoriale.

    Scheda Tecnica

  • “LO SGUARDO SULLA NATURA. Luce e paesaggio da Lorrain a Turner”
    dal 14 ottobre 2008 all’11 gennaio 2009
  • Curatori:
    Paolo Biscottini, Eugenia Bianchi
  • Museo Diocesano
    Milano, corso di Porta Ticinese 95
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-18; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 8; gruppi € 6; risotto € 5; scolaresche € 2
    Martedì: ingresso € 4
  • Catalogo:
    Silvana editoriale
  • Info e prenotazioni:
    Tel. (+39) 02 89420019
    info.biglietteria@museodiocesano.it
    Museo Diocesano di Milano

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader