Mostre » Jackson Pollock e lo sciamanismo

Jackson Pollock, “Birth”, circa 1938-41 © Adagp, Paris 2008. Huile sur toile, 116,4 x 55,1 cm. Tate (London) © Pollock-Krasner Foundation Inc. Photo © Tate, London 2008

Jackson Pollock e lo sciamanismo

Alla Pinacothèque de Paris una mostra che indaga i punti di incontro fra la spiritualità antica e la ricerca del grande artista americano

di Paola De Troia, il 09/12/2008

Per chi si aspetta di trovare il Pollock più noto, dalle grandi tele dai colori intrecciati, la mostra “Jackson Pollock et le chamanisme” (“Pollock e lo sciamanismo”, Pinacothèque de Paris, fino al 15 febbraio 2009), rappresenterà sicuramente una delusione.
Volta a mettere in luce i punti di tangenza tra Pollock e il culto sciamano, tra la spiritualità antica e il percorso creativo dell’artista americano, la mostra si svolge secondo un percorso cronologico articolato per sezioni tematiche. Maschere, amuleti e totem sono affiancati alle opere di Pollock in un continuum tra religione e arte, tra oggetti di culto e forme d’espressione artistica. Solo alla fine, nella penultima sala, spiccano tre piccoli saggi della fine degli anni quaranta, frutto del famoso dripping.

Un allestimento difficile

Sicuramente valida nell’assunto, l’esposizione, però, non sempre risulta pregevole nell’allestimento delle opere. Sale piccole dai soffitti bassi e spazi un po’ angusti, rendono il percorso poco agevole e quasi macchinoso, per quanto lineare. Inoltre, i colori scuri alle pareti e la proiezione video di fuochi e immagini sacre negli spazi di disimpegno ricordano purtroppo le ambientazioni fittizie dei parchi di divertimento di alcuni anni fa.

Lo sciamanismo come alternativa alla società industriale

È una mostra che si vuole colta e interessante, talvolta anche difficile ma che, purtroppo, non convince fino in fondo. Sfogliando il catalogo e leggendo il testo del curatore, Stephen Polcari, si ha davvero l’impressione di un approccio originale e sostanziale nei confronti dell’arte di Pollock. Polcari individua nello sciamanismo la risposta, o almeno una delle risposte, alla ricerca di nuove sorgenti di trasformazione spirituale da parte di un Pollock deluso dalla società industriale urbana del suo tempo. Partendo dal concetto proprio alla psicologia Jungiana di aprirsi alla forte carica emotiva dell’energia psichica più che della ragione. Secondo Stephen Polcari Pollock trova in questa religione animista una promessa di guarigione per se stesso e per l’intera società.

I riti iniziatici sciamani e la morte

Lo sciamanismo richiede che l’iniziato sacrifichi la parte profana di sé durante un rito che simula la violenza e il caos della morte. E così, il tema del sacrificio e della morte rientrano nella sua produzione artistica, ad esempio in opere quali “Figure kneeling before arch with skulls” del 1934-38 e “Untitled (Bold woman with skeleton)” del 1938-41. Entrambi frutto di composizioni molto dense, con figure intrecciate e la presenza massiccia di scheletri e teschi. Il tutto fuso in un ambiente assolutamente coeso, che richiama il concetto di ritualità e comunione.

Tra creazione e procreazione: la nascita

Alla fusione dell’uomo e della donna, segue il concetto di creazione, e quindi procreazione, a cui è ispirata l’opera “Birth” del 1938-41, probabilmente la più impressionante tra quelle esposte in mostra. Di una bellezza conturbante a cui è difficile restare indifferenti, “Birth” è un intreccio fitto di colori accesi e contrastati, di forme che si sovrappongono dando l’impressione di una generazione continua. È il Pollock che precede il dripping, il Pollock della “Circoncisione” (conservato presso La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia) in cui l’affollarsi degli elementi sulla tela, dei segni pittorici e la totale entropia non possono che suggerire l’energia vitale.

Lo stile pittografico e l’estasi sciamana

Con continui rimandi all’opera di André Masson, la mostra prosegue fitta fino all’ultima sala accennando anche alla pittura grafica e ai pittogrammi, cercando di dimostrare sinteticamente come Pollock abbia voluto sviluppare uno stile pittografico, lineare e concreto, capace di evocare e far rivivere l’estasi sciamana.
Nell’insieme le opere di Pollock risultano purtroppo poco numerose rispetto agli argomenti toccati. E di fatto la mostra pare sproporzionata tra la parte di testo e le opere esposte. Dispiace che una mostra così densa e interessante non risulti piacevole allo sguardo. Forse l’articolazione in un numero minore di sezioni, illustrate però da un quantità superiore di opere di Pollock, avrebbe portato a un percorso più gradevole e a una più chiara esemplificazione dei concetti sottesi alla mostra.

    Scheda Tecnica

  • “Jackson Pollock et le chamanisme” (“Jackson Pollock e lo sciamanismo”)
    fino al 15 febbraio 2009
  • Curatore:
    Stephen Polcari
  • Pinacothèque de Paris
    28, Place de la Madeleine
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10.30-18
    25 dicembre e 1° gennaio, ore 14-18
  • Biglietti:
    Intero € 9; ridotto € 7
  • Info:
    Pinacothèque de Paris
    Tel. (+33) 01 42 68 02 01
    contact@pinacotheque.com

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader