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Keith Haring con Andy Warhol

Keith Haring

A Milano un omaggio al celebre artista americano

a cura di Valentina Redditi, il 28/04/2009

L’universo visuale di Keith Haring, coloratissimo, primitivo e simbolico, è al centro della mostra curata da Luca Beatrice con la quale ha inaugurato la nuova sede della galleria Vecchiato Art Galleries a Milano, nel cuore della città a pochi passi dal Duomo. L’esposizione (fino al 30 giugno 2009) illustra i principali passi della creatività dell’artista attraverso un’accurata selezione di opere, tra cui alcune sculture molto significative, dal 1981 al 1988. Tutti i lavori sono realizzati con materiali e supporti diversi: dall’inchiostro all’acrilico, dall’acquaforte allo smalto, dalla carta al cartone, dall’acciaio all’alluminio al legno intagliato.

«Un ironico e giocoso messaggio di derisione al perbenismo imperante della società occidentale»

Luca Beatrice commenta: «la sua arte “per tutti”, come lui stesso amava precisare, si è andata definendo universalmente in segni che hanno trovato nelle più svariate forme - da un mini supporto in legno o metallo alla parete di una chiesa - lo spazio per una espressività senza eguali. Che si trattasse di cartone, polistirolo o alluminio, o che il suo strumento fosse un enorme pennello, un’incisione, o una pittura acrilica, gli omini stilizzati di Haring vivono nell’immaginario collettivo come ironico e giocoso messaggio di derisione al perbenismo imperante della società occidentale».

Keith Haring, Untitled, 1984, acrilico su Styrofoam, 66x70 cm

Le opere in mostra a Milano

Tale libertà espressiva prende efficacemente forma nell’esposizione alla Vecchiato Art Galleries in cui si ammirano, tra gli altri: “Untitled” del 1986, acquaforte su carta rappresentante una testa di Medusa moderna che accosta così mito e contemporaneità; la splendida scultura “King and Queen” del 1987/88 in smalto su acciaio; “Untitled (Wood Relief)”, opera del 1983 in legno intagliato e dipinto dalle forme e dai colori primordiali; “Untitled (Masque)”, maschera in alluminio del 1987 che ancora una volta riporta ad un’estetica ancestrale.

Non solo Pop: Keith Haring alla base dell’odierna public art, dichiaratamente politica

Oltre che artista dal linguaggio popolare ed accessibile, come ci ricorda “Untitled” del 1984, grande cuore in acrilico su styrofoam di ispirazione pop, anch’esso in mostra, Keith Haring è stato “la star” di una controcultura che ha buttato le basi dell’odierna public art, dichiaratamente politica, mischiando, inoltre, graffitismo e art brut in uno stile che è diventato icona, contraddicendo chi vedeva nella sua chiassosità popolare la scia di una meteora destinata ad esaurirsi. La sua attività, durata poco più di un decennio, fino al 1990, anno della sua morte, non è certo stata un fenomeno stagionale.

Keith Haring, Untitled (Happy Face), 1987, acrilico su due porte di legno, 33x43x0,6 cm cad.

A conferma della sua espressività lontana da ogni schema, citiamo l’ironico “Untitled” del 1982, realizzato con inchiostro Sumi rosso e nero su carta, “Best Buddy” del 1986 in legno intagliato e il particolare e divertente “Untitled (Happy Face)”, opera del 1987 eseguita su due ante di legno dipinte con acrilico.

«Io, produttore di immagini del ventesimo secolo». La poetica di Haring

Afferma Haring nel 1984: «L’Arte vive attraverso l’immaginazione delle persone che la guardano. Senza questo contatto, l’arte non esiste. Ho dato a me stesso il lavoro di essere un produttore di immagini del ventesimo secolo e ogni giorno cerco di capire le responsabilità e le implicazioni che questa scelta comporta. È diventato chiaro per me che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi, ma essa esiste per tutti noi, ed è questo che continuerò a perseguire».

Keith Haring, Untitled, 1983, inchiostro e acrilico su legno intagliato, 40x28,5 x 4 cm

Il suo lavoro era aperto a tutti, un incessante dare e avere

Per raccontare Keith Haring bisognerebbe chiamare in vita tutti quei personaggi che hanno fatto la storia della New York tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta e che con lui hanno simboleggiato quell’incredibile decennio, da Leo Castelli a Jean Michel Basquiat, da Andy Warhol a Madonna. Haring è stato promotore di campagne contro l’Aids, le droghe (il “crack” tanto in voga nelle feste statunitensi di quegli anni), la discriminazione omosessuale: il suo lavoro era aperto a tutti, un incessante dare e avere. Lo conferma anche il suo impegno in difesa dell’infanzia, causa per la quale si è sempre battuto e dalla quale non si è mai separato.

L’esposizione si svolge in concomitanza con la rassegna che il museo BAM di Mons in Belgio riserva al grande maestro statunitense.

Accompagna la mostra un esaustivo catalogo edito da Vecchiato Art Galleries con testo critico di Luca Beatrice.

Didascalie delle immagini visibili dalla homepage:
Keith Haring, Untitled, 1983, inchiostro e acrilico su legno intagliato, 40x28,5x4 cm (particolare)

Keith Haring, Untitled, 1982, inchiostro vinilico su vinile, 183x183 cm (particolare)

Keith Haring, Untitled (Medusa Head), 1986, acquaforte su carta, 137x247,5 cm (particolare)

    Scheda Tecnica

  • “Keith Haring”
    fino al 30 giugno 2009
  • Curatore:
    Luca Beatrice
  • Vecchiato Art Galleries
    Milano, Via Santa Marta 3
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 10-19.30; lun su appuntamento
  • Catalogo:
    Edizioni Vecchiato Art Galleries (testo critico di Luca Beatrice)
  • Ufficio stampa:
    Irma Bianchi Comunicazione
    info@irmabianchi.it
  • Info:
    Vecchiato Art Galleries
    Tel. (+39) 02 39661104 (Milano)
    Tel. (+39) 049 8561359 (Padova)
    info@vecchiatoarte.it

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