
Installazione di Cesare Berlingeri
di Giovanni Cozzarizza, il 27/06/2009
Prosegue incessante l’“invasione” della Vecchiato Art Galleries di Padova che - dopo l’inaugurazione della prestigiosa sede di Milano con la mostra di Keith Haring, due mesi fa - apre ora ufficialmente al pubblico la nuova sede di Porto Cervo, nel cuore della splendida Costa Smeralda, a pochi passi dalla famosa piazzetta, con la mostra dedicata a Cesare Berlingeri.
La rassegna - fino al 10 settembre 2009 - è curata dal direttore della galleria Dante Vecchiato e comprende oltre 40 opere incentrate sulla particolare ricerca che ha impegnato l’artista negli ultimi decenni: i dipinti piegati.
Esposti per la prima volta nel 1990, sono i lavori che più di tutti contraddistinguono la poetica di quest’autore. Si tratta di tele monocrome, a volte marcate con il carbone, impregnate di colore, che di piega in piega assumono forme d’impacchettamento sempre nuove, nel continuo gioco delle superfici che al tempo stesso svelano e nascondono qualcos’altro. E si sa che se si vuol rendere davvero ben visibile una cosa, non c’è niente di meglio che “nasconderla”, suscitando così attenzione al problema, favorendo in questo modo il “viaggio” dentro noi stessi, l’“esplorazione” dentro le pieghe della nostra psiche, della nostra interiorità più intima e profonda. Un itinerario nella direzione dell’esplorazione dell’inconscio, ma in un orizzonte poetico che è quello delle emozioni e delle domande universali, anzi, della domanda universale.
E queste sollecitazioni che ci offre l’artista, corrispondono alle funzioni proprie dell’arte. Uno dei suoi compiti, appunto, è di addestrarci a guardare oltre. Deve ammaestrarci a farci domande sull’Assoluto, di fronte alle quali la risposta non può che rimanere fatalmente elusa e sospesa.
Riguardo a questi lavori annota lo stesso Berlingeri «….quando iniziai a realizzare i dipinti piegati ero affascinato dal fatto che un quadro dovesse nascondersi in se stesso ed ero consapevole che nulla è più enigmatico di ciò che mai si vedrà. L’arte è una riflessione sulle cose, un lavoro della mente e, infine, per paradosso, un girare a vuoto dello sguardo intorno a ciò che resterà sempre invisibile». E ancora ci spiega che «I dipinti piegati non hanno dimora, s’impossessano dello spazio con la loro presenza, assorbono le memorie di un luogo come una sorta di misterioso e visionario forziere di segni dove l’inquietudine di un dettaglio, che emerge dallo strato pittorico, rappresenta la pagina di un intimo e segreto diario della vita.»
Nell’ultima serie di opere, all’azione del piegare subentra quella dell’avvolgere, dell’attorcigliare. Ecco quindi la serie degli “Avvolti”. Lavori caratterizzati da volumi e aggetti maggiori rispetto ai dipinti piegati, questi lavori s’impongono nello spazio come corpi o frammenti di corpi che vivono di ombre e volumi enfatizzati da una materia che l’artista tratta in modo alchemico. Le installazioni poste a terra sono concepite come corpo-colore, la loro essenza è da recepire nell’immediatezza, senza alcuna giustificazione morale e ideologica.
Con l’apertura del nuovo spazio a Porto Cervo la Vecchiato Art Galleries, prosegue la sua attività confermando ancora una volta l’alta qualità della propria ricerca artistica.
La Vecchiato si propone agli amanti dell’arte come importante punto di riferimento per l’arte contemporanea, proponendo inoltre opere di giovani e affermati artisti internazionali, come quelli appartenenti alle nuove avanguardie cinesi, indiane ed egiziane: esplorare nuove frontiere artistiche ed anticipare nuove tendenze sono infatti caratteristiche che da sempre la contraddistingue.
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