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Kika Karadi, Leadhill, 2006, tecnica mista su tela, 188x157 cm

KIKA KARADI

La Galleria Rubin presenta la prima personale milanese della giovane artista magiara

a cura di Bernd Noack, il 10/09/2009

“Observing Naked Singularities, Vibrational. Optics and the Paradigm of a Quantum Life”, questo il titolo della suggestiva mostra dell’artista Kika Karadi (1975, Budapest) ospitata dal prossimo 19 settembre nei locali della galleria Rubin di Milano. In esposizione una dozzina di opere su tela di medie e grandi dimensioni realizzati recentemente dalla pittrice che da oltre 20 anni vive e lavora negli Stati Uniti.

La "luce" di Kika Karadi

L’interesse di Kika Karadi per la luce deriva in parte della fisica quantica, che appare là dove non si spinge la teoria della relatività. Dove l’immagine della realtà conosciuta crolla e l’infinitamente piccolo prende piede. Come la fisica quantica, l’artista insegue le ‘assurdità’ naturali, l’ignoto straordinario sotteso al visibile ad occhio nudo.

Kika Karadi insegue i fotoni e i buchi neri , particelle di luci, così come le energie che trasportano, per individuarli con inaspettati codici di colori. La sua serie di dipinti irradia nello spazio la magia della luce e la granulosità del colore trascinati da un flusso inarrestabile e vibrante di positività.

I lavori presentati alla galleria Rubin

Nella nuova serie di tele, presentata per la prima volta alla galleria Rubin di Milano, l’artista si è spostata dalle stratificazioni notturne da cui emergevano solo timidi segnali di una realtà a colori, ad una celebrazione della luce solare nelle sua potenza multicolore.

Kika Karadi, Sticks and stones, 2007, olio e pastelli ad olio su tela, 91x122 cm

Karadi si allontana dal visibile per esplorarne il senso più profondo attraverso una nuova fiducia nella percezione di una possibile realtà altra. La rivelazione di una natura più vera e sensata dello spettro visibile si palesa nel gioioso flusso di luce-colore che anima questi dipinti. Strati di pittura e di vissuti si sovrappongono a segni astratti che galleggiano sulla tela come messaggi esoterici per lo spettatore.

Il linguaggio pittorico

Il linguaggio pittorico vuole essere prima di tutto percepito a livello sensoriale, sentito più che guardato e decifrato. Il monocromo di alcuni lavori precedenti sembra ora assorbito dalla densa potenzialità dei toni forti, incisi nella tela come verità tangibili ma invisibili ai più.(testo di Irina Zucca Alessandrelli)

Chi è Kika Karadi

Kika Karadi (1975, Budapest, Ungheria) vive e lavora a New York. Ha partecipato alla Prague Biennale nel 2005 e nel 2007. Le sue opere sono state presentate in numerose fiere internazionali tra cui: Art Basel/Miami Beach, Art Brussels, ARCO – Madrid, Art Palm Beach - Contemporary Art Fair, Art Miami e The Armory Show.

Diplomata al Maryland Institute College of Art, nel 1994 è stata la più giovane vincitrice del Morris Louis Grant che le ha consentito di risiedere a Parigi per alcuni mesi per perfezionare il suo lavoro. Nel 2006 è stata recensita dalle riviste Artforum e Flash Art.
Le mostre di Kika Karadi

Scheda tecnica

  • KIKA KARADI. Observing Naked Singularities, Vibrational Optics and the Paradigm of a Quantum Life
    dal 19 settembre al 31 ottobre 2009
    Inaugurazione: venerdì 18 settembre, ore 19
  • Galleria Rubin
    Milano, via Bonvesin de la Riva 5
  • Orario di apertura:
    mar-sabl, ore 14.30-19.30 o su appuntamento
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Tel. (+39) 02 36561080
    inforubin@galleriarubin.com

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