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Aligi Sassu. Fabbriche, 1929, tempera su carta

SASSU Futurista

Disegni, tempere, studi e illustrazioni realizzate dal giovane Aligi Sassu dopo l’incontro con Marinetti

a cura di Bernd Noack, il 06/11/2009

A partire da sabato 7 novembre 2009, la Sala Sassu di Thiesi (Sassari) ospiterà la mostra dedicata al grande protagonista del Novecento dal titolo “Sassu Futurista. Settantadue opere 1927 – 1931”. L’esposizione permetterà al visitatore di fare un viaggio tra disegni, tempere, studi e illustrazioni realizzate dal giovane Aligi Sassu (1912-2000) in seguito all’incontro con Marinetti, padre del movimento futurista, che determinò la partecipazione dell’artista alla Biennale di Venezia del 1928 a soli sedici anni.

Il rapporto tra Thiesi e l’artista

La mostra, realizzata grazie alla concessione delle opere de parte della famiglia Sassu, sottolinea il grande legame del Maestro con Thiesi, paese natale del padre e luogo di residenza dello stesso artista, che a partire dall’età di nove anni visse a Thiesi per qualche tempo.

L’evento espositivo è inoltre un momento importante per il Comune di Thiesi che con questa esposizione anticipa la nascita di un sistema museale territoriale e regionale il cui nucleo principale sarà composto dai lavori eseguiti dal Maestro in epoche diverse.

I riferimenti di Sassu: da Boccioni a Depero, da Severini a Paladini

I modelli di riferimento prediletti di Sassu sono Boccioni per il dinamismo, Balla e Pannaggi per la modalità meccanica, ma anche Depero, assai in auge negli anni venti, della cui pittura si trovano echi nell’Unicorno, in Leonessa, Leone, Cavallino rampante, tutti del 1927 e in Natura, una tempera del 1929.

Aligi Sassu. Paesaggio industriale, 1929, olio su cartone intelato

Al Severini del 1912-1913 e al suo personalissimo modo di rappresentare la vegetazione in forme circolari, si rifanno due disegni a matita del 1927, Il porto e Studio per “Porta Venezia”, mentre Fillia, Pannaggi e Paladini, fedeli seguaci del verbo “macchinista” sono fonte d’ispirazione per lavori come La fucina e Fabbriche, rispettivamente del 1928 e 1929.

La particolare influenza di Umberto Boccioni sull’opera di Sassu

Boccioni resta comunque agli occhi di Sassu il principale punto di riferimento e la sua lezione appare più che evidente in alcuni disegni del 1928 e 1929, basti vedere i numerosi disegni sul tema del Fabbro, Minatore, Miniera, Uomini che lottano, La rissa, le cui figure sono ispirate alla tempera di Boccioni Linea unica della continuità nello spazio che a sua volta si ricollega alla scultura Forme uniche della continuità nello spazio. Come pure per alcuni dei disegni, monocromi, realizzati con pastelli dai colori asprigni (verde acido, azzurro freddo, violetto) eseguiti per illustrare il romanzo di Marinetti Mafarka il futurista fortemente influenzati dai modi di Boccioni.

I costruttori, Fabbriche e Paesaggio industriale

La fame di modelli a cui ispirarsi comunque non gli impedirà di dar vita ben presto a lavori già più autonomi: nell’ultimo suo anno da futurista, il 1929, Sassu crea I costruttori, Fabbriche e Paesaggio industriale, che virano verso un primitivismo e una semplificazione geometrica poi felicemente sviluppati nel corso dei primi anni Trenta, il decennio che lo vedrà approdare all’esperienza folgorante degli Uomini Rossi, con i quali imboccherà la strada che lo porterà alla piena affermazione.

Il catalogo

Dettagliata è attenta e l’analisi con cui Ada Masoero, nel catalogo edito da Edizioni Comune di Thiesi, ripercorre le tappe fondamentali del periodo che lega il giovane Aligi Sassu al movimento Futurista.

Aligi Sassu. Fabbro, 1929, matita colorata su carta

A sedici anni già alla Biennale di Venezia

Aligi Sassu nasce a Milano da padre sardo e madre emiliana nel 1912. A tredici anni conosce Carlo Carrà e a sedici presenta le sue prime opere alla Biennale di Venezia. Si ispira al Futurismo di Boccioni, Previati, Carrà, ma osserva anche Cezanne e Picasso. In questi anni si affianca all'avanguardia futurista di Russolo e Prampolini.

Il realismo

Nel 1928 scrive con Bruno Munari, il Manifesto della Pittura, prendendo come assunto la raffigurazione di forme antinaturalistiche. In questi anni studia a fondo Velazquez e dipinge “Il nudo plastico”, esposto alla Biennale di Venezia nello stesso anno. Di questo periodo sono "L'Ultima Cena", quadro che sintetizza la poetica visiva di Sassu. Votato al realismo non disdegna di rifugiarsi nel mito, così la "sua" "Ultima Cena" diviene un convito in cui Cristo è attorniato da personaggi vestiti in abiti moderni.

Il cavallo, motivo dominante nell’opera di Sassu

Nel 1930 è a Milano dove conosce, oltre a Manzù, Giandante X, il filosofo napoletano Persico e Giuseppe Gorgerino, giornalista quest'ultimo della terza pagina dell'Ambrosiano portavoce della fronda intellettuale milanese. E' il 1934 e Sassu studia Delacroix e la pittura di storia al Louvre di Parigi. In questo periodo crea quello che sarà il suo motivo dominante: il cavallo, onnipresente nelle sue opere negli anni successivi.

Aligi Sassu. Il ritorno, 1927, tempera su carta

Il “Gruppo Rosso”

Nel 1935 forma il Gruppo Rosso con Nino Franchina e Vittorio Della Porta. Nel 1936 firma uno dei suoi quadri più celebri, "Il Caffè", che è La Coupole di Parigi; inoltre dipinge "Fucilazione nelle Asturie", considerato uno dei rari quadri eseguiti in favore della Resistenza. Nel 1937 per via di un manifesto che celebra la vittoria in Spagna delle Brigate Internazionali contro l'esercito franchista viene arrestato per due anni. Nel dopoguerra vive un'esistenza sociale e artistica appartata lontano dal cubismo di Braque e Picasso. Studia invece Vincent Van Gogh e si reca nella terra di suo padre. In Sardegna realizza numerose opere murali e dipinti ispirati a motivi dell’isola come le celebri "Tonnare”. Nel 1963 si trasferisce nell'arcipelago delle Baleari, a Cala San Vicente, nell'isola di Maiorca, nel villaggio di Pollenza.

"Il rosso è il suo Barocco"

Del 1967 è il ciclo della "Tauromachie", presentate dal poeta spagnolo Rafael Alberti. Il rosso diviene il suo colore preferito ("Il rosso è il suo Barocco", disse di lui il critico Raffaele Carrieri). Nel 1976 lavora agli affreschi di Sant'Andrea a Pescara. Questi sono gli anni in cui sperimenta nuove tecniche, dove miscela la tradizione con l'innovazione, come ne "I Moti Angioini", un'opera composta con silicone e tempera, dedicandosi inoltre alla scultura e all'incisione. Negli ultimi anni esegue anche quadri prendendo spunto dal mondo del calcio.

Muore all'età di 88 anni, il giorno del suo compleanno, il 17 di luglio del 2000. Parte imponente della sua opera si trova a Lugano, presso la Fondazione Helenita Olivares e Aligi Sassu.

Scheda tecnica

  • Sassu Futurista. Settantadue opere 1927 – 1931
    dal 7 novembre 2009 al 7 gennaio 2010
    Inaugurazione: sabato 7 novembre, ore 17.30
  • Sala Sassu (scuola elementare)
    Thiesi (SS), via Garau
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-13 e 16-19 (chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio)
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Ufficio Stampa:
    Ku.Ra Comunicazione, Rosi Fontana
    info@rosifontana.it
  • Info:
    Segreteria Comune di Thiesi
    Tel. (+39) 079 885583
    segreteria@comunethiesi.it

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