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Felice Carena. Bambina sulla porta, 1919, olio su tela, 155x94 cm. Fondazione Giorgio Cini, Venezia

FELICE CARENA

Un grande rassegna ripercorre gli anni veneziani di uno dei maestri indiscussi del Novecento italiano

a cura di Valentina Redditi, il 29/06/2010

Venezia omaggia con un’importante esposizione la figura di Felice Carena (Cumiana, Torino 1879 Venezia, 1966), pittore di origini piemontesi che fu protagonista della scena artistica italiana del ‘900 e che trascorse nella Serenissima gli ultimi ma fecondi anni della sua carriera.

Ad accogliere la mostra fino al prossimo 18 luglio 2010 – promossa dalla Regione del Veneto, dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e da Arthemisia Group – sono le sale di Palazzo Franchetti a Venezia. Dopo la mostra dedicata nella stessa sede a Zoran Music, prosegue dunque la valorizzazione degli artisti legati alla città e, in particolare, alla riscoperta di un grande pittore come Felice Carena, da lungo tempo assente nel panorama delle esposizioni.

Riscoprire e rivalutare il maestro attraverso una rilettura critica aggiornata

A distanza di quindici anni dalla rassegna svoltasi a Torino nel 1996, la mostra veneziana - curata da Virginia Baradel e con un comitato scientifico composto da Luigi Cavallo, Elena Pontiggia e Nico Stringa - è la prima importante occasione per riscoprire e rivalutare il Maestro attraverso una rilettura critica aggiornata, con attenzione gli anni veneziani e ripercorrendo altresì la sua lunga attività pittorica, ricca di richiami e di soluzioni stilistiche in continua evoluzione.

Oltre 90 opere

L’evento, coordinato da Stefano Cecchetto, riunisce oltre 90 opere provenienti dai maggiori musei italiani e da collezioni private, tracciando la parabola di una biografia artistica che si snoda dai primi anni torinesi sino alle struggenti Pietà e alle sontuose Nature morte degli ultimi anni.

Felice Carena. I viandanti, 1907, olio su tela, 159x300 cm. Civici Musei, Galleria d’Arte Moderna, Udine

I capolavori esposti

In mostra capolavori esemplari, come I Viandanti (1907, GAM, Udine), Ritratto d’un sacerdote (1913, Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia), Bambina sulla porta (1919, Fondazione Giorgio Cini, Venezia), La Quiete (1921-1926, Banca d’Italia), Apostoli (1924, GAM Palazzo Pitti, Firenze), La scuola (1927-1928, Monte dei Paschi), Uomo che dorme (1938, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma), Teatro popolare (1933, GAM, Milano); e molte importanti opere inedite o raramente esposte come la bellissima Deposizione (1938-1939), eccezionalmente prestata dai Musei Vaticani, La fuga in Egitto (1940 ca), il Ratto delle Sabine (1942) e il nucleo centrale del discusso dipinto Dogali - 1887 (1936), recentemente ritrovato ed esposto come novità assoluta in questa occasione.

Felice Carena, il trasferimento a Roma

Felice Carena nasce il 13 agosto 1879 a Cumiana, presso Pinerolo, da una famiglia borghese della provincia torinese. Studia all’Accademia Albertina di Torino, dove segue i corsi di Giacomo Grosso. Frequenta l’ambiente intellettuale e letterario della città, si lega a Giovanni Cena e Guido Gozzano, finché non si trasferisce a Roma nel 1906, entrando nel mondo culturale romano. Compie numerosi viaggi di studio in Europa (Parigi, Basilea, Monaco) e nel 1910 è già un artista di discreta fama.

Felice Carena. Carnevale in montagna, 1947, olio su tavola, 61x101 cm. Collezione Privata

La Biennale del 1912

Affermatosi come una rivelazione nella Biennale del 1912, dove nonostante la giovane età ottiene una sala personale, diviene figura di spicco della pittura del Novecento. Osannato tra le due guerre, principe dell’Accademia fiorentina, Accademico d’Italia e vincitore del Gran Premio alla Biennale del 1940, Carena si trova tuttavia ad espiare nel dopoguerra l’ombra di una subdola rimozione sia ideologica che artistica. Nel 1944 abbandona la sua villa fiorentina, occupata dai tedeschi, e si ritira nel convento di San Marco che lascia l’anno dopo per trasferirsi a Venezia.

Gli stimoli veneziani

Nella città di Tiziano e Tiepolo e delle Biennali continua a dipingere sino alla morte circondato dall’affetto dell’adorata figlia Marzia e del vecchio amico Gilberto Errera. Venezia guarisce le sue ferite e gli offre una nuova stagione di vita e di ricerca. Espone ancora alle Biennali del 1950, 1954 e 1956, e in numerose mostre in Italia e all’estero negli anni Cinquanta e Sessanta. Gli sono amici fedeli figure come Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni XIII) e Vittorio Cini.

Felice Carena. Autoritratto, 1951 ca, olio su tela, 78x56 cm. Collezione Stefano Torossi

Il lascito alla Galleria di Cà Pesaro

Nel 1951 dipinge la pala con S.Pio X nella Chiesa di San Rocco, nel 1963 una Deposizione per la Chiesa dei Carmini. Continua un’intensa produzione pittorica che interrompe solo all’inizio del 1966 a causa di un grave disturbo alla vista. Il 10 giugno muore nella sua casa di fondamenta Briati (Dorsoduro). Per sua volontà lascia alla Galleria di Cà Pesaro alcuni dipinti e venticinque disegni e alla Fondazione Cini un gruppo di 60 disegni.

Rileggere l’intera storia della pittura di Felice Carena

Venezia diventa dunque il prisma attraverso cui rileggere l’intera storia della pittura di Felice Carena che accanto ai grandi estimatori ebbe anche critici avversi: gli venivano contestate la pluralità di richiami e la mancanza di coesione compositiva. La mostra e i saggi del catalogo Marsilio, portano oggi alla luce la sua inconfondibile cifra personale e sfatano l’idea di un Carena, vecchio, sofferente, ripiegato su se stesso perché il tramonto dal punto di vista biografico portò al raggiungimento di nuovi traguardi, attraverso un’altissima e inesausta ricerca.

Scheda tecnica

  • Felice Carena e gli anni di Venezia
    fino al 18 luglio 2010
  • Curatore:
    Virginia Baradel
  • Palazzo Franchetti
    Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
    Venezia, Campo Santo Stefano 2842 (Ponte dell’Accademia)
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-18 (la biglietteria chiude alle 17.30)
  • Biglietti:
    Intero €9; ridotto € 7,50; ridotto scuole € 4
  • Visite riservate ed eventi in mostra:
    Per associazioni, gruppi e aziende è possibile prenotare visite riservate alla mostra e attività di Corporate Hospitality nelle sale di Palazzo Franchetti.
    Per informazioni
    Marella Janni
    Mobile (+39) 3939258431
    mj@arthemisia.it
  • Catalogo:
    Marsilio
  • Uffici Stampa:
    Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti
    Anna Zemella
    Tel. (+39) 0415208493
    annazemella@annazeta.it
  • Arthemisia Group
    Alessandra Zanchi
    Tel. (+39) 02 6596888
    az@arthemisia.it
    press@arthemisia.it
  • Marsilio Editori
    Chiara De Stefani
    Tel. (+39) 041 2406512
    c.destefani@marsilioeditori.it
  • Info:
    Charta
    Tel. 899 666 805
    (servizio a pagamento)
  • Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
    Tel. (+39) 041 5334420
    www.felicecarena.it

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