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Pablo Echaurren, Avventure, 1995, collage-futurismo, 50x70 cm

PABLO ECHAURREN

'Crhomo Sapiens': l'antologica alla Fondazione Roma

a cura di Angelo Pinti, il 27/12/2010

Un percorso espositivo articolato in oltre duecento opere per documentare una ricerca espressiva sviluppatasi a 360 gradi nel corso di quattro intensi decenni: è “Pablo Echaurren | Crhomo Sapiens”, l’antologica che la Fondazione Roma dedica all’artista romano fino al prossimo 13 marzo 2011, evidenziando gli aspetti tematici che ne hanno fatto un personaggio così popolare in campi diversi.

Le tele su Roma, le ceramiche, la passione per il Futurismo, la grafica, i fumetti, le illustrazioni, gli scritti, …

La mostra di Palazzo Cipolla – storica sede museale della Fondazione, ora unicamente dedicata all'arte contemporanea – comincia con l'attività fondamentale di pittore, immediatamente visibile nelle grandi e inedite tele su Roma, la sua amata città, e poi con la sala dedicata a Faenza, luogo d'ispirazione per sorprendenti ceramiche, proseguendo con una selezione dei collage legati al mondo del Futurismo, del quale è profondo conoscitore e noto collezionista, per arrivare agli interessanti lavori di grafico, autore di fumetti e illustratore per testate d'avanguardia e libri notissimi, uno per tutti, “Porci con le ali”.

Pablo Echaurren, Finché morte non ci unisca, 2009, acrilico su tela, 160x240 cm

Oltre alle riviste, diversi volumi testimoniano il rapporto diretto di Echaurren con la scrittura su temi del mondo dell'arte, anche in chiave di romanzi gialli, o con saggi su controcultura e collezionismo, o per una 'dissidenza enogastronomica', fino a un divertente libro 'diseducativo' per i bambini.

L’intenso rapporto con la musica rock. I temi della natura e dell’ambiente

Le ossessive passioni di collezionista si materializzano chiaramente, durante il percorso, anche nei lavori nati dall'intenso rapporto con il mondo della musica rock e in particolare dalla fascinazione di uno strumento: il basso, di cui vanta un'altra invidiabile raccolta.

La sezione con cui la curatrice della mostra, Nicoletta Zanella, ha scelto di concludere questa folta ed effervescente panoramica, è incentrata sulla natura e l'ambiente e riporta direttamente agli esordi artistici di Pablo Echaurren. Infatti, “Volevo fare l'entomologo”, opera emblematicamente posta a fine percorso, dichiara, sin dallo stesso titolo, la provenienza di una creatività spinta a catalogare e ricercare origini ed evoluzione del mondo, o meglio, della nostra umanità in quanto aspiranti homo sapiens.

Pablo Echaurren, La consapevolezza della morte ci condanna alla vita, 2010, acrilico su tela, 160x230 cm

L’intimo legame con il surrealismo e l’amore per la Città Eterna

«Pablo Echaurren – afferma il Presidente della Fondazione Roma, prof. avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele – è un artista intimamente legato al surrealismo, nota di fondo che permane caratterizzando molta della sua attività. Subisce il fascino del Futurismo, come testimonia la sua invidiabile collezione di libri e manifesti, rappresentato in mostra nei numerosi collage realizzati con materiali tratti dalle pubblicazioni originali. La sua romanità, il suo amore per la Città Eterna, fanno del Museo della Fondazione Roma il perfetto contesto in cui ammirare le sue opere».

Note biografiche di Pablo Echaurren

Pablo Echaurren, figlio del pittore cileno Sebastian Matta, nasce a Roma il 22 gennaio 1951. Seguendo le orme paterne, inizia a dipingere a diciotto anni, e subito viene scoperto da Arturo Schwarz, patron del dada-surrealismo in Italia e titolare dell'omonima galleria milanese.
Sullo sfondo dell’ultima pop art, dell’arte povera, del minimalismo e del concettuale, nei primi anni settanta l’artista mette a punto un proprio universo lessicale in cui confluiscono varie sollecitazioni: il mondo miniaturizzato di Oyvind Fahlström e Gianfranco Baruchello, il segno dell’antico maestro giapponese Hokusai, le citazioni fumettistiche di Roy Lichtenstein, ma anche le immagini scientifiche dei libri di storia naturale, zoologia e botanica, nonché l’orizzonte dei comics.

Pablo Echaurren, Il mio obelisco, 2004, scultura maiolicata, h. 241, l. 155, p. 60 cm

In seguito, il confronto con il patrimonio iconografico della storia dell’arte, si allarga, in un costante dialogo con le avanguardie storiche, futurismo, dadaismo, cubismo, che Echaurren rivisita con lo sguardo d’un abitante del villaggio globale nutrito di immagini telematiche e messaggi massmediatici.

L’arte di Pablo Echaurren si svolge in molte direzioni, articolandosi in un continuo altalenare tra alto e basso, dai dipinti ai poster, dai collage alle copertine di libri e ai fumetti, dalle ceramiche agli arazzi e dal video alla scrittura. Ne discende un’idea dell’artista come artefice a tutto campo, indifferente agli steccati e alle gerarchie che solitamente tendono a comprimere l’inventività.

Leggi la presentazione di Emmanuele Francesco Maria Emanuele (Fondazione Roma)
Leggi l'estratto del testo in catalogo di Nicoletta Zanella

Didascalie delle immagini visibili dalla homepage:
- Pablo Echaurren, Avventure, 1995, collage-futurismo, 50x70 cm (particolare)
- Pablo Echaurren, Finché morte non ci unisca, 2009, acrilico su tela, 160x240 cm (particolare)
- Pablo Echaurren, La pelle di Argo, 1993, acrilico su tela, 100 x 100 cm (particolare)

    Scheda Tecnica

  • Pablo Echaurren | Crhomo sapiens
    fino al 13 marzo 2011
  • Curatore:
    Nicoletta Zanella
  • Fondazione Roma Museo, Palazzo Cipolla
    Roma, via del Corso 320
  • Catalogo:
    Skira (a cura di Nicoletta Zanella, con contributi di Antonio Pennacchi e Vincenzo Mollica)
  • Info:
    Fondazione Roma Museo

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