
Cristina Nist, Apeirophobia, 2011, video (28'), still
di Angelo Pinti, il 08/06/2011
Un caldo pomeriggio romano, un ambiente accogliente e informale, la compagnia di persone interessate all’arte ma prive - grazie al cielo - dell’odiosa tendenza di farne uno status symbol: tutto questo ha fatto da sfondo alla prima proiezione pubblica di Apeirophobia, il nuovo videclip-art di Cristina Nist del collettivo ranElettrike, tenutasi nelle scorse settimane a Roma, nella sala del Cinema Detour in via Urbana 107. Un evento che coniugava video-arte e musica rock, nella fattispecie il prog “anni duemila” degli ifsounds, la band italiana capitanata da Dario Lastella che con talento e dedizione, sensibilità artistica e professionalità, si sta aprendo la via nella difficile scena musicale contemporanea grazie alle recensioni lusinghiere, quando non entusiastiche, della riviste e dei blog specializzati. Senza dimenticare la recente nomination ai Prog Awards 2011 come miglior disco italiano dell’anno.
Proprio al loro ultimo album intitolato Apeirophobia - o per meglio dire al “secondo lato” dello stesso, una lunga suite di 28 minuti articolata in nove parti, si ispira l’omonimo video di Cristina Nist. Un lavoro pienamente riuscito; e che lo sia, lo capisci già durante la proiezione, a luci ancora spente, quando non vedi l’espressione di chi ti siede accanto ma ne percepisci le “buone vibrazioni”, che poi sono anche le tue. Ed è così che, quando l’ultima nota di I will never be alone e l’ultimo fotogramma del video lasciano spazio ai titoli di coda, sai già che l’autrice ha vinto la sua scommessa. Immagine e musica interagiscono senza sovrapporsi (ed elidersi) l’un l’altra, accostate con sensibilità e intelligenza ma forti ciascuna di una propria coerenza interna che ne garantisce la tenuta anche in caso di fruizione separata. Una qualità che può (forse) essere naturale per la suite degli ifsounds, scritta per prima e concepita come opera a sé stante, ma che è meno scontata per il video, nel montare il quale l’autrice aveva di fronte la sfida di lavorare su commissione senza prostituire la propria identità di artista. Una “mission” difficile ma tutt’altro che “impossibile”, a patto di avere talento e consapevolezza dei mezzi espressivi.
La proiezione pubblica di Apeirophobia al Detour di Roma ha dato a chi scrive l’occasione di intervistare i due maggiori protagonisti del videoclip-art, l’autrice Cristina Nist e il leader degli ifsounds, Dario Lastella. Ne è sgorgato un testo monstre, molto più lungo di quelli che pubblichiamo abitualmente su Artelab. Avremmo potuto tagliare alcune parti non essenziali, ma abbiamo preferito lasciarlo nella sua forma integrale per non mortificarne i numerosi spunti di interesse. In questa pagina il lettore trova l’inizio dell’intervista, il link per leggerne e scaricarne il file completo in formato pdf e il video.
Dario Lastella e Cristina Nist, com’è nata la vostra collaborazione?
Dario Lastella: La nostra collaborazione è nata un po’ per caso quasi un anno fa, grazie a un amico comune che mi ha fatto conoscere Cristina e il suo lavoro.
Con il gruppo stavamo completando il nostro album Apeirophobia e pianificando la strategia promozionale che sarebbe dovuta passare anche per qualche video. Ovviamente per la natura della nostra proposta musicale cercavamo qualcosa che andasse “oltre” il videoclip “classico” ma che fosse in sé una forma d’arte. Per questo motivo quando ho visto i lavori di Cristina ho capito che poteva essere la persona giusta a cui proporre una collaborazione.

Sabato 21 maggio, poco prima della proiezione: Cristina Nist in mezzo a Dario Lastella (a sinistra) e Claudio Lapenna degli ifsounds
Quali coordinate avete dato al progetto?
Dario Lastella: All’inizio presentai a Cristina il progetto ancora un po’ in corso d’opera, in quanto non era stata ancora pienamente realizzata la parte musicale. Le parlai in generale delle tematiche della suite e solo successivamente le scrissi un breve riassunto leggermente più dettagliato quando le mandai il progetto musicale finito. Ad ogni modo, però, non ho mai cercato di dare direttrici troppo precise, per lasciarle piena libertà artistica e soprattutto affinché sentisse il lavoro come genuinamente suo e non come un’opera su commissione.
Cristina Nist: La proposta di Dario, a nome del gruppo ovviamente, è arrivata in piena estate del 2010. Una bella email dove mi spiegava che cercavano un video artista per costruire una nuova esperienza artistica che comprendesse da un lato la loro musica e dall’altro il video d’arte. L’obiettivo della collaborazione non doveva essere la realizzazione di videoclip “classici”, ma di vere e proprie opere d’arte, certamente più vicine a delle esperienze visuali che al videoclip commerciale. La libertà artistica e creativa era per me una premessa indispensabile e ho avuto sin dall’inizio ampie garanzie. Ho ascoltato i pezzi, cercando di “sentirli”. Mi sono piaciuti, ovviamente alcuni più di altri, e ho accettato, così, d’istinto, senza pensarci troppo. E poi, last but not least, con Dario ci siamo trovati subito in sintonia. Un feeling nato sulla base di un progetto comune. L’arte, la musica come ricerca, come condivisione di esperienze, di conoscenze, di amore per l’essere umano e le sue storie, per il Pianeta Terra, per la natura sempre più devastata. La vita e il suo immenso mistero, che con l’arte possiamo cercare di comprendere. [...] Leggi il testo integrale dell'intervista
Didascalie delle immagini visibili dalla homepage:
- Cristina Nist, Apeirophobia, 2011, video (28’), still
- Cristina Nist, Apeirophobia, 2011, video (28’), still
- Cristina Nist, Apeirophobia, 2011, video (28’), still
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a cura di Angelo Pinti, il 19/05/2011La video-arte di Cristina Nist (del collettivo ranElettrike) e l’art-rock degli ifsounds si incontrano in un videoclip-art ispirato all’ambiziosa suite contenuta nell’ultimo disco della band, l’omonimo “Apeirophobia” (2010) tributato agli ultimi Prog Awards di una nomination quale migliore dis...