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Elliott Erwitt, France. Paris. 1989 Tour Eiffel 100th anniversary © Elliott Erwitt

ELLIOTT ERWITT. Icons

Merano Arte ospita una mostra con 40 tra le immagini più celebri di uno dei più importanti fotografi del XX secolo

a cura di David Bernacchioni, il 22/06/2011

Un affascinante excursus della carriera di reporter e artista di Elliott Erwitt (1928) attraverso le serie che hanno conquistato un posto fisso nell’immaginario fotografico. È quanto propone “Icons”, l’ampia retrospettiva curata da Valerio Dehò che inaugura venerdì 24 giugno negli spazi di Merano Arte e resterà aperta al pubblico tutta l’estate, fino al prossimo 25 settembre. La mostra – organizzata in collaborazione con Sudest57 ( Milano) e Galleria Spazia (Bologna) – presenta 40 immagini, scelte tra i lavori più celebri di Erwitt, tutte stampate dallo stesso autore nel suo studio di New York.

Scatti diventati icone del Novecento

Elliott Erwitt, Usa. New York. Us actress Marilyn Monroe. 1956 © Elliott Erwitt

Molti dei suoi scatti sono diventati icone del Novecento, come quelli di Marilyn Monroe, di Nixon e Krusciov, e soprattutto la serie di incontri tra i cani e i loro padroni, iniziata addirittura nel 1946. Erwitt fu attratto da un cagnolino con un pullover realizzato probabilmente dalla sua padrona di cui, nello scatto, sono rimasti solo i dettagli dei piedi. Da allora, il mondo del miglior amico dell’uomo è sempre stato indagato dal fotografo in modo spesso esilarante. I cani sono il soggetto di uno dei suoi libri fotografici più celebri come “Dog, dogs” in cui si miscela la satira sociale con una sorta di iperbole della condizione canina.

I grandi personaggi, ma anche le persone comuni e la vita delle grandi metropoli

Molto importante è anche un suo libro dedicato al pubblico dei musei chiamato “Museum watching”, in cui non solo anticipa una tematica ripresa da ben più celebrati artisti come Thomas Struth, ma da cui emerge la sua intelligenza nel considerare sempre il rapporto tra l’opera d’arte e lo spettatore, come punto di vista privilegiato della pratica artistica.

Elliott Erwitt, Usa. North Carolina. 1950 © Elliott Erwitt

Instancabile e sempre concentrato su nuovi progetti, Elliott Erwitt è un fotografo che lascia ancora il segno e che rappresenta non solo la storia della fotografia, ma anche un esempio di passione per un lavoro straordinario che lo ha portato a contatto con i grandi del Novecento, ma anche con le persone comuni e con la vita delle grandi metropoli.

L’incontro con Robert Capa e la presidenza dell’agenzia Magnum

Erwitt è un reporter sempre in viaggio. All’inizio della sua carriera ha lavorato per il Governo americano, ma è stato determinante l’incontro con Robert Capa, co-fondatore, con Cartier-Bresson, Rodger e Seymour, dell’agenzia Magnum, la celebre cooperativa di grandissimi fotografi che sono stati i testimoni dei grandi eventi del secolo scorso.
Nel 1953, poco prima della sua scomparsa durante la guerra di Corea, Capa fa entrare in Magnum il giovane Erwitt, che da lì a poco ne diviene presidente.

Elliott Erwitt, Usa. California. 1955 © Elliott Erwitt

Un umorismo sottile e poetico che si muove sul filo dell’inaspettato e del malinconico

Parallelamente inizia a pubblicare i suoi servizi fotografici dando importanza ai dettagli, con la sua caratteristica ironia. Del resto, non ha mai voluto dare al suo lavoro enfasi o sacralità, si limita sempre al visibile. Numerosi volumi hanno accompagnato la sua produzione artistica e le sue mostre: tra i più famosi e riusciti, “Personal Best”, edito da teNeues, dove vien ben rappresentato il suo umorismo sottile e poetico che si muove sempre sul filo dell’inaspettato e del malinconico.
Grande narratore, Erwitt è unico nella sua generazione per la leggerezza del suo sguardo e per la capacità di saper trovare i lati più buffi e surreali di situazioni pur drammatiche.

La retrospettiva in corso all’International Center of Photography (ICO) di NYC

Elliott Erwitt, Usa. New York. 1974. Felix Gladys and Rover © Elliott Erwitt

Ironia che traspare anche in molte delle sue interviste come quella in cui gli fu chiesto “Perché lei deve pubblicare libri?”, “Perché - rispose - sono in giro da così tanto tempo che la maggior parte degli editori pensa che io sia morto!”.
Particolare è il suo rapporto con l’Italia e non solo per i motivi biografici (visse a Milano durante l’infanzia). Nel 2000, ha realizzato un calendario per la Lavazza e nel 2002 ha tenuto un’importante antologica allo Spazio Oberdan a Milano. Ha ritirato nel 2009 il Leica Lucca Digital Photo Festival Award.
Dal 20 maggio, l’International Center of Photography (ICO) di New York lo celebra con un’ampia retrospettiva che presenta una selezione di 100 immagini, effettuata dallo stesso Erwitt, scegliendo tra le sue preferite insieme con alcune stampe inedite dei suoi primi lavori.

    Scheda Tecnica

  • Elliott Erwitt. Icons
    dal 24 giugno al 25 settembre 2011
  • Curatore:
    Valerio Dehò
  • Merano Arte
    Merano, Edificio Cassa di Risparmio (via Portici 163)
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-18; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 5: ridotto € 4; ingresso libero fino ai 14 anni
  • Info:
    Merano Arte
    Tel. (+39) 0473 21 26 43
    info@kunstmeranoarte.org
    Ufficio stampa: CLP Relazioni Pubbliche

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Nato il 26 Luglio 1928 a Parigi, con il nome di Elio Romano, trascorre la sua infanzia in Italia, a Milano. Nel 1938 la sua famiglia si sposta nuovamente a Parigi, per poi emigrare a New York l'anno seguente e trasferirsi definitivamente a Los Angeles nel 1941. Fin da ragazzo, ad Hollywo...