Mostre » Bruno Magoni. VOLTI DALL’IMPERO

Bruno Magoni, Tiberius

Bruno Magoni. VOLTI DALL’IMPERO

Invitato a Trieste dal Grand Hotel Duchi d’Aosta Vis a Vis, il pittore pisano espone opere ispirate dall’antica civiltà romana

di Alberto Bonacina, il 24/08/2011

Fino al prossimo 10 settembre, Bruno Magoni espone presso il Grand Hotel Duchi D’Aosta Vis a Vis a Trieste una serie di opere frutto della sua più recente produzione: l’artista, seguendo un’originale prassi artistica, raffigura sulla iuta, fibra tessile eccezionalmente resistente all’usura del tempo, volti di imperatori come Cesare e Marco Aurelio, matrone e ragazze romane. Nel susseguirsi dei secoli l’uomo ha sempre avvertito l’esigenza di confrontarsi con le opere lasciate dalla civiltà romana. Il fascino del lavoro compiuto da Magoni va colto nella capacità di rapportarsi in modo diretto con questa cultura: nelle sue opere egli traduce in forma visiva le suggestioni che essa rivela, presentando all’osservatore l’interpretazione moderna di un mito antico.
Tra i segni del tempo, sulla iuta dei sacchi del grano e del caffè, Magoni cattura e sigilla l’effigie dell’antico Impero.

La iuta come simbolo della finitezza umana, cui sopravvive la forza della mente che anima i volti disegnati

Magoni dipinge sulla iuta, un materiale che ha attraversato la storia dell’uomo facendone attivamente parte; essa si è rivelata indispensabile nel soddisfare i principali bisogni della vita quotidiana. L’arte ne restituisce il nobile valore; sua capacità intrinseca è infatti nobilitare e dare significato anche alle cose apparentemente più semplici e umili. La iuta adoperata risale al XIX e al XX secolo; molto spesso ritroviamo impresse sul tessuto delle date, ancora perfettamente visibili. Su di essa Magoni ritrae volti immediatamente riconducibili, per fierezza e intensità espressiva, all’antica civiltà romana. La colonna su cui poggia la raffigurazione è il disegno: un tratto nero, preciso e fermo, conferisce austerità alla testa e al mezzo busto, delineati in pose frontali, mentre la precisione con cui l’artista definisce ombre e passaggi chiaroscurali dona spessore alla figura, i cui occhi riflettono una lontananza propria di chi è assorto in un’intima riflessione. La iuta viene immediatamente riconosciuta dall’osservatore come un tessuto di uso comune; essa pare rappresentare i beni materiali e, in un’accezione larga del termine, la vita che è destinata a consumarsi. Ma alla finitezza umana sopravvive la forza della mente che pare animare i volti disegnati da Magoni, in ognuno dei quali dimora un’interiorità.

Bruno Magoni, Aurelio

Una pittura forte di un contenuto essenziale, dove al realismo subentra la pura visione

Nello spazio della rappresentazione il viso emerge con solennità, occupandolo quasi per intero; viene ad esso conferito un maggiore risalto espressivo dal contrasto che si instaura tra il supporto, la iuta, e la sua ieraticità. Tale contrasto viene immediatamente percepito dall’occhio dell’osservatore e si presenta come la caratteristica più singolare dell’opera. Un senso di pacata meditazione aleggia intorno al silenzio dell’assorto protagonista: essa attrae l’osservatore, introducendolo nella dimensione spirituale dell’arte. Bruno Magoni è fautore di una pittura della meditazione; nata dall’interiorità essa pone al centro dello spazio figurativo l’uomo, il valore del silenzio e dell’ascolto.

    Scheda Tecnica

  • Bruno Magoni. “Volti dall’Impero”
    fino al 10 settembre 2011
  • Curatore:
    Piergiuseppe Magoni
  • Grand Hotel Duchi D’Aosta Vis a Vis
    Trieste, Piazza dello Squero Vecchio 1
  • Info:
    Tel. (+39) 340 056 3302
    brunomagoni@gmail.com

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader