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Paolo Manazza. People-Born in 1992, fifteen years later (in Italy), 2009, tecnica mista, 70x100 cm

NO FUTURE ?

Paolo Manazza. Unique Works e Oli su tela

a cura di Redazione, il 09/07/2012

L’evento curato da Beatrice Cifuentes Sarmiento e visitabile fino al 6 settembre, prevede un percorso espositivo di grande impatto nelle sale di Palazzo Coveri a Firenze. Gli oltre venti lavori esposti di Paolo Manazza mettono a confronto l’ispirazione e la tecnica con sinergie che si incontrano attraverso un dialogo sperimentale tra forme oscure e colori solari, offrendo, al visitatore, un accattivante nuovo capitolo nell’arte contemporanea italiana.

Lo stile veloce, personalissimo e informale, spazia dalla tecnica digitale alla pittura propriamente detta e ingloba le inquietudine e i sarcasmi intellettuali dell’artista nei percepibili scenari attuali, contaminati dal figurativo e dall’astrazione. Con quest’evento la galleria chiude la sua programmazione estiva e apre quell’autunnale.

Note biografiche di Paolo Manazza

Paolo Manazza nato a Milano nel 1959 dove vive e lavora. Studia Filosofia Teoretica presso l’Università Statale di Milano. Pittore e giornalista nonché autore di saggi di critica e di filosofia, l’ultimo dei quali “ Sulla finalità dell’arte dopo l’11 settembre” ( ObarraO Ed, Milano, 2006), è oggi un intellettuale a tutto tondo nel campo delle arti visive. Ha firmato articoli per importanti testate italiane. Da oltre quindici anni collabora stabilmente con il “Corriere della Sera” e “il Mondo” oltre ad essere direttore di uno dei siti più cliccati in Italia: www.ArtsLife.com, specializzato sull’economia dell’arte.

Paolo Manazza. People, Puberty canceled, tecnica mista, 50x70 cm

Docente all’Accademia di Brera

Ha insegnato all’Accademia di Brera di Milano sia “Editoria dell’Arte”che “Teoria e pratica del Mercato Multimediale dell’Arte” e nei Master di specializzazione post-universitaria. Nel settembre 2005 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi l’Onorificenza di “Ufficiale Al Merito della Repubblica Italiana”. Nel 2008 alla Fondazione Maimeri, dopo un lungo periodo di riservata e silenziosa pittura, ha esposto 20 dei suoi ultimi dipinti a partire dal 2005, con una curiosissima personale intitolata “ViceVersa: i dipinti di un critico presentati dagli artisti”.

Così lo stesso Manazza sul suo lavoro:

«Tutto cominciò molti anni fa quando rimasi ipnotizzato dalla tonalità dei rosa. Quelli di Willem de Kooning. Univo l’informale americano a quello italiano e francese in una sorta di ideale congiunzione tra l’astrazione statunitense e quella europea. Saltando tra gli anni Quaranta sino ai Novanta del secolo scorso”. In sintonia con la scuola americana degli anni Cinquanta, Manazza sostiene “Non esiste la figurazione Non esiste l’astratto. Esiste solo la pittura. De Kooning riteneva che il temine “astratto” appartenesse alle persone che disquisivano di arte, che erano interessate alla filosofia e alla storia dell’arte e non alla pittura.

È il parlare che ha messo l’Arte nella pittura. Nel senso che la misteriosa, inafferrabile qualità di qualsiasi grande opera, quale che sia il contenuto, è una qualità allusa da parole e termini molto vaghi come “lirico” e “sublime”. Mentre lo scopo della pittura è ciò che de Kooning definiva il “nulla” di un quadro, la parte che non è raffigurata ma che è lì per via degli elementi che vi sono dipinti».

Il testo critico di Mimmo di Marzio

«Paolo Manazza fa parte di quella generazione di artisti che ancora oggi, nel mare magno dei nuovi linguaggi dell’arte contemporanea, tenta di esplorare le infinite possibilità della pittura. Non della figurazione, di cui non solo in Italia è in corso una (poco edificante) diatriba, ovvero se sia o meno auspicabile un ritorno al primato della tecnica sulle orme della tradizione rispetto alle nuove tendenze bidimensionali. Manazza si spinge nelle viscere della pittura interrogandosi sul significato e sulla forza del colore rispetto al concetto di forma, che ne è in rapporto osmotico ma al contempo al servizio.

L'invito della mostra (fronte)

La ricerca del colore, sulle orme solo apparenti dei grandi padri dell’espressionismo astratto, attiene ad una dimensione più esistenziale e spirituale che fa parte integrante dei bisogni della nostra epoca. Più pregnante, osservando i cromatismi e le vibrazioni suscitate dagli accostamenti delle campiture e dalle loro trasparenze, appare nel suo caso l’analisi di Wassily Kandinskij secondo cui l’arte invece deve emozionare, deve creare un contatto profondo diretto nuovo, capace di addentrarsi all’interno dell’ “io” di chi sta osservando e le forme devono creare armonia per ottenere un efficace contatto con l’anima. E la sua metafora appare quanto mai esaustiva: l’anima è un pianoforte, e l’artista è la mano che toccando i vari tasti fa vibrare l’anima.

La mano dell’artista, nel caso di Manazza, attinge alla volontà di giocare con la forza e la luminosità dei pigmenti per creare un effetto mistico, sentimentale, di trascendenza e di mistero. La volontà cioè di dare vita a una realtà completamente “altra” dove il quadro, così come nella lezione di Mark Rothko, diventa una finestra aperta su un mondo trascendente, catturandoci nelle sue inconfondibili e intense “rivelazioni di emozioni assolute».

Scheda tecnica

  • No Future? Paolo Manazza. Unique Works e Oli su tela
    fino al 6 settembre 2012
  • Organizzazione e cura:
    Beatrice Cifuentes Sarmiento
  • Galleria del Palazzo Coveri
    Firenze, Lungarno Guicciardini 19
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 11-13 e 15.30-19
    La mostra rimarrà chiusa durante il mese di agosto
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Ufficio stampa:
    Galleria del Palazzo Coveri
  • Info:
    beatrice@galleriadelpalazzo.com
    Tel. (+39) 055 281044
  • Un ringraziamento speciale a Click!Gallery Milano di Lory Benzoni

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