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Bruno Botella, Mangonneau ivre, 2014 copolimero di acrilammide, lattice, vino rosso / acrylamide copolymer, latex, red wine, 28×41×28 cm

BRUNO BOTELLA

'non si agita né si scuote, senza muovere piede, né mano, né un dito, senza muovere gli occhi né parlare'

a cura di Redazione, il 13/11/2017

Dal 14 novembre al 20 dicembre 2017, la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano ospita la prima personale in Italia dell’artista francese Bruno Botella. L’iniziativa chiude il ciclo delle tre Project Room 2017, il cui progetto scientifico è curato da Simone Menegoi. Per l’occasione, Bruno Botella (1976, vive a Parigi) presenterà una selezione di opere realizzate tra il 2012 e il 2017.

Caratterizzato da uno spirito fortemente sperimentale - sia per l'utilizzo di materiali e tecniche inediti, sia per l'attenzione spesso dedicata più al processo che al risultato - il lavoro di Botella è uno dei più originali emersi sulla scena francese negli ultimi anni.

Focalizzato sulla scultura, Botella ne sovverte e reinventa i processi tradizionali, con risultati in cui entrano in egual misura provocazione, humour e una sottile vena di crudeltà.

Le opere

Fra le opere esposte, si segnalano Qotrob (2012), una plastilina mescolata a sostanze psicotrope, in grado di dare allucinazioni a chi tentasse di plasmarla; Prognosticator (2017), una scultura immersa in un acquario pieno di sanguisughe, che Botella ha modellato nutrendo al tempo stesso gli animali con il proprio sangue; Oborot (2012), ovvero un calco in silicone della testa dell'artista a cui sono rimasti attaccati i suoi stessi capelli, sorta di bizzarro e incruento "scalpo".


Note biografiche dell'artista

Bruno Botella (1976) vive e lavora a Parigi. Fra le mostre recenti, si ricordano Scénario fantôme, Frac Normandie Caen (2017); Your memories are our future, Palais de Tokyo hors-les-murs, Zurigo; En haine nue débâchée (et si cons mes deux lits huent ce jet) e le personali Dormir à l’envers (chugging along with a funnel of steam), Galerie Samy Abraham, Parigi (2017); Bruno Botella, CAN, Neuchâtel (2017); Palais de Tokyo, Parigi (2015).

Scheda tecnica

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