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Albert Hien. Papalapap

ALBERT HIEN

papalapap

a cura di Redazione, il 16/12/2019

Menhir Arte Contemporanea a Milano fino al prossimo 20 gennaio 2020 ospita 'papalapap', prima mostra dello scultore tedesco Albert Hien in galleria a cura di Rossella Farinotti.
Le opere esposte sono una raccolta di lavori al neon realizzati dall’artista in dialogo con gli spazi della galleria in cui la parola, nei suoi molteplici significati, assume il ruolo di protagonista. I caratteri colorati sulle pareti catturano la nostra attenzione rivolgendola all’aspetto formale ed estetico del linguaggio. Le parole scritte con il neon sembrano lasciate come in sospeso – risaltano dalla parete all’occhio in un luogo immateriale fatto di luci e colori.

Il neon

Albert Hien predilige il medium del neon per il suo carattere evanescente ma, come scultore (partecipando a documenta 7 e 8), il distacco dei segni e delle lettere dalla superficie e la loro ricombinazione come scultura, diventa l’obiettivo prioritario dell’artista. La specifica materialità e tecnica di realizzazione dei sistemi al neon, così come l’effetto di colore, rimangono infatti una costante nella sperimentazione artistica di Hien dal 1989 in avanti.

Giocare con il linguaggio

Le opere in mostra in galleria esprimono dunque l’intenzione dell’artista di giocare con il linguaggio, accostando idiomi differenti e parole di uso comune fino a comporle insieme esattamente come un puzzle. Albert fa riferimento alla parte infantile della nostra memoria, in cui la componente giocosa invade la sfera razionale riportando la nostra attenzione all’ascolto delle emozioni primordiali. Durante l'età evolutiva il gioco svolge svariate funzioni di tipo motorio, intellettivo, sociale, emotivo, affettivo. In particolare il gioco permette al bambino di allenare la mente e il corpo, sviluppare la fantasia, controllare l'emotività. Hien privando alle volte di significato il linguaggio scomponendo e riassemblando i nostri codici comunicativi, riflette sull’immagine e sulle sensazioni che da esse ne derivano.

Papalapap

Papalapap, titolo di un’opera esposta che da nome alla mostra in galleria, diventa il manifesto di un linguaggio nuovo, fine a sé stesso, accattivante colorato e curioso. La trasformazione performativa dei singoli elementi che compongono una frase o una parola è forse l’aspetto principale del carattere della mostra. Il risultato della ricerca di Albert Hien intorno all’enigmatico legame tra contenuto e forma si traduce dunque in installazioni luminose talvolta ironiche, talvolta dal puro impatto estetico. Le lettere diventano veicoli di sensazioni che gradualmente dai colori accesi di alcune sculture divengono monocrome, fino all’essenzialità del bianco e del nero.

Albert Hien

Albert Hien è nato a Monaco nel 1956 – vive e lavora tra Monaco e Hochstätt in Germania. Nel 1982 vince la borsa di studio della DAAD per Roma e lo stesso anno, da studente, è invitato a partecipare a documenta, Kassel. Ne conseguì una rapida carriera con numerose mostre e installazione a larga scala: nella nuova Hans-Hollein-building del Museom Abteiberg Mönchengladbach sotto l’egida del leggendario Johannes Cladders nel 1984, nel Folkwang Museum di Essen sempre nel 1984 e alla Galleria Nazionale di Berlino nel 1985, “Transatlantik al Museo di Köln nel 1986 nella Galleria Civica nel Lenbachhaus nel 1991. Come curatore del padiglione della Germania Armin Zweite invita Albert Hien a San Paolo nel 1985. Hien partecipò inoltre a documenta 8 nel 1987. Espone in numerosi musei e fondazioni e dal 2001 ottiene la cattedra di professore all’Accademia delle Belle Arti di Monaco, Germania.

La mostra è accompagnata da un contributo critico di Rossella Farinotti.

Scheda tecnica

  • Albert Hien. Papalapap
    fino al 20 gennaio 2020
  • A cura di:
    Rossella Farinotti
  • Menhir Arte Contemporanea
    Milano, via Mario Giuriati 9
  • Info:
    Menhir Arte Contemporanea

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