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Il Libro d'Ore di Bonaparte Ghislieri, realizzato con una legatura eccezionale per complessità e ricchezza

Panini riscopre il Libro d’Ore di Bonaparte Ghislieri

Il facsimile del manoscritto miniato dal Perugino nella collana “La Biblioteca Impossibile”

a cura di Redazione, il 10/12/2007

Scrigno prezioso fuori, pinacoteca in miniatura all’interno. Il Libro d’Ore di Bonaparte Ghislieri, manoscritto oggi custodito presso la British Library di Londra, è stato riprodotto in facsimile da Franco Cosimo Panini Editore, che ne ha fatto il settimo titolo della prestigiosa collana “La Biblioteca Impossibile”. L’edizione riproduce un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano, noto per essere l’unico manoscritto miniato da Pietro Perugino.

Un libro nato con l’intento di creare una galleria d’arte su pergamena

Accanto al grande pittore, figurano gli artisti più famosi dell’epoca, che danno vita a una vera e propria antologia di talenti racchiusa in una legatura elaborata e incredibilmente sontuosa. L’edizione in facsimile è stata presentata da Umberto Eco il 23 novembre a Bologna, nell'Aula Magna di Santa Lucia a Bologna, città di origine del codice, in collaborazione con Artelibro.

Il Libro d’Ore di Bonaparte Ghislieri fu realizzato nel 1503 per volere di Bonaparte Ghislieri, giovane esponente di una delle famiglie nobili più potenti di Bologna. Il suo intento era quello di creare una vera e propria galleria d’arte su pergamena, in cui trovasse spazio il fior fiore dell’arte italiana del primo Cinquecento. A tal fine, il committente chiamò a raccolta i pittori più famosi e acclamati dell’epoca, affidando a ciascuno un’intera pagina da decorare.

Fra i maestri coinvolti nel progetto anche Pietro Vannucci detto il Perugino

In un progetto tanto ambizioso non poteva per questo mancare Pietro Vannucci detto il Perugino, uno dei maestri più ricercati in tutta Europa. Dipingendo la magnifica miniatura raffigurante Il Martirio di San Sebastiano, il Perugino concesse a Bonaparte Ghislieri il privilegio di avere l’unico manoscritto a recare una sua miniatura.

La galleria di talenti del Libro d’Ore di Bonaparte Ghislieri è completata da altre firme d’eccezione: da Amico Aspertini a Lorenzo Costa, dal Francia a Matteo da Milano. Alle miniature a tutta pagina da essi realizzate si sommano ben sette pagine con iniziali istoriate e venti con capilettera figurati: un tripudio di oro e cromie al servizio del Rinascimento.

Non solo arte: Il Libro d’Ore come oggetto prezioso e raffinato

Il volume aperto si rivela una vera e propria pinacoteca in miniatura

Ma Bonaparte Ghislieri non si limitò a convocare il gotha dell’arte italiana: del suo Libro d’Ore volle fare un autentico gioiello, facendo realizzare una legatura eccezionale per complessità e ricchezza. La copertina in pelle di capra presenta un elaboratissimo intarsio di sete policrome, mentre due pietre dure su ciascun piatto conferiscono al volume un aspetto prezioso, da vero tesoro. Completano l’opera due tondi raffiguranti l’Annunciazione, incastonati in una cornice d’argento.

Il connubio così perfetto di arte e ricchezza del manoscritto ha convinto la Franco Cosimo Panini Editore a realizzare la riproduzione del Libro d’Ore di Bonaparte Ghislieri, eleggendo l’opera a settimo titolo della “Biblioteca Impossibile”, la collana di facsimili fiore all’occhiello della casa editrice.

Un’edizione identica all’originale, tirata in sole 980 esemplari per tutto il mondo

Il facsimile, identico in tutto all’originale, riproduce per la prima volta e con la massima fedeltà il prezioso codice ed è realizzato in edizione limitata unica e irripetibile di 980 esemplari complessivi per la diffusione mondiale. L’opera comprende, oltre al facsimile, un volume di commento a cura di Massimo Medica.

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