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Eventi del 29/2/2020

Chagall. Sogno e Magia

Bologna, 20 settembre 2019 - 1 marzo 2020

Dal 20 settembre, a Palazzo Albergati di Bologna, una mostra dedicata al grande artista russo, Chagall. Sogno e Magia: 160 opere che raccontano, attraverso il filo conduttore della sensibilità poetica e magica, l’originalissima lingua poetica di Marc Chagall (1887-1985). La cultura ebraica, la cultura russa e quella occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua sempre amatissima moglie Bella, in 160 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico. Curata da Dolores Duràn Ucar, la mostra racconta il mondo intriso di stupore e meraviglia dell’artista. Nelle opere coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione ed esodo, un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell’artista. Opere che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno.

a cura di Valentina Redditi


Impressionisti segreti

Roma, 6 ottobre 2019 - 8 marzo 2020

Dal 6 ottobre 2019 Roma si arricchisce di una doppia offerta culturale: l’apertura al pubblico di Palazzo Bonaparte, spazio Generali Valore Cultura, che ospita la prima mostra sugli “Impressionisti Segreti”, ovvero quei capolavori noti a tutti ma nascosti nelle più grandi collezioni private del mondo. Palazzo Bonaparte, splendido edificio barocco in Piazza Venezia che prende il nome da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che vi abitò fino al 1836. Da sempre utilizzato come residenza privata, oggi diventa accessibile al pubblico grazie alla partnership tra Generali Italia e Arthemisia. Impressionisti Segreti, la prima mostra ospitata a Palazzo Bonaparte, è un’opportunità unica per ripercorrere la storia dell’Impressionismo tramite cinquanta capolavori di grandi artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Gauguin e tanti altri, custoditi nelle più importanti collezioni private e generosamente prestati solo per questa straordinaria occasione. Un affascinante viaggio alla scoperta del movimento artistico più emozionante e coinvolgente della storia dell’arte, tra fermo-immagini di una Parigi di fine Ottocento, seducenti ritratti di donne dell’elite dell’epoca e pennellate di luce vibrante. La cura della mostra è affidata a due esperte di fama internazionale: Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi - sede delle più ricche collezioni al mondo di Claude Monet, e Claire Durand-Ruel, discendente di Paul Durand-Ruel, colui che ridefinì il ruolo del mercante d’arte e primo sostenitore degli impressionisti.

a cura di Valentina Redditi


Toccare la bellezza. Maria Montessori Bruno Munari

Ancona, 10 novembre 2019 - 8 marzo 2020

Dal 10 novembre 2019 all’8 marzo 2020 si tiene presso la settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona, la mostra TOCCARE LA BELLEZZA Maria Montessori Bruno Munari. L’esposizione è promossa e organizzata dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l'Associazione Bruno Munari. È possibile percepire, riconoscere ed apprezzare la bellezza anche tramite il tatto? E se si volesse promuovere questa consapevolezza estetica presso chiunque voglia sperimentare tale possibilità, quali strategie si potrebbero porre in essere? Esploriamo tutta la ricchezza di questi interrogativi con l'aiuto di due tra i più illustri personaggi della cultura italiana moderna, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo e per la prima volta insieme. Entrambi, pur muovendosi in ambiti assai diversi, si sono posti queste stesse domande, occupandosi degli argomenti in questione, che in questa mostra diventano oggetto di uno specifico approfondimento. L’esposizione offre dunque l’opportunità per un’ampia e complessa riflessione incontrando il pensiero e i materiali di Maria Montessori e le idee e i lavori originali di Bruno Munari. L’allestimento, a cura di Fabio Fornasari, ha come filo conduttore il tatto, al quale sono ispirati i nuclei tematici che scandiscono il percorso: le forme, i materiali, la pelle delle cose, manipolare e costruire, alfabeti e narrazioni tattili. L'obiettivo dell'iniziativa è promuovere per tutti, nessuno escluso, una significativa esperienza della tattilità dal punto di vista artistico ed estetico.

a cura di Valentina Redditi


Steve McCurry. Leggere

Monza, 17 gennaio - 13 aprile 2020

Dal 17 gennaio al 13 aprile 2020, l’Arengario di Monza ospita la mostra Leggere di Steve McCurry, uno dei fotografi più celebrati a livello internazionale per la sua capacità d’interpretare il tempo e la società attuale. L’esposizione, promossa da ViDi e Comune di Monza, organizzata da Civita Mostre e Musei, in collaborazione con Sudest57, curata da Biba Giacchetti, con i contributi letterari dello scrittore Roberto Cotroneo, presenta 70 immagini, dedicate alla passione universale per la lettura, realizzate dall’artista americano (Philadelphia, 1950) in quarant’anni di carriera e che comprendono la serie che egli stesso ha riunito in un volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész, uno dei suoi maestri. Gli scatti ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell'atto intimo del leggere, còlte dall’obiettivo di McCurry che testimoniano la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato, nel futuro e nella mente dell'uomo. I contesti sono i più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono immagini che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici; per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.

a cura di Valentina Redditi


Sissi. Vestimenti

Bologna, 21 gennaio - 19 aprile 2020

Palazzo Bentivoglio presenta Vestimenti, una mostra personale di Sissi. Sissi (Bologna, 1977) emerge sul finire degli anni novanta, ancora giovanissima e mentre frequentava ancora l’Accademia di Belle Arti, rivelandosi immediatamente come uno dei più luminosi esponenti dell’arte in Italia. La sua pratica sin da subito spazia dalle performance alle sculture, dai video alle fotografie, dai disegni ai dipinti. Gli stessi linguaggi molto spesso si mescolano tra loro andando a comporre opere che mantengono sempre una fortissima cifra stilistica. Le tematiche hanno come centro il corpo, dell’artista ma non solo, spesso declinato nei suoi modi di vivere e abitare il mondo, o nei suoi elementi singoli che compongono la nostra anatomia. Vestimenti raccoglierà un’ampia selezione di sculture-abito dell’artista. Buona parte della produzione di Sissi negli anni si è infatti concentrata sulla realizzazione di abiti, talvolta indossabili, fatti dei più svariati materiali, che l’artista ha sempre inteso e presentato come vere e proprie sculture, anche all’interno di ampie installazioni o di performance, come nella sua prima fondamentale opera Daniela ha perso il treno (1999). Si tratta di un grande corpus di lavori in grado di coprire venti anni di carriera e di approfondire uno degli elementi cardine della sua poetica. Le sculture verranno presentate attraverso un grande progetto installativo pensato appositamente dall’artista per lo spazio espositivo di Palazzo Bentivoglio. Verrà inoltre presentata una performance in cui l’artista dialogherà con il pubblico e permetterà di sottolineare come queste opere siano legate alla nostra vita di tutti i giorni, da cui nascono e a cui sono destinate.

a cura di Valentina Redditi


Bongiovanni Radice. Una pittura borghese

Milano, 29 gennaio - 27 marzo 2020

Dal 29 gennaio al 27 marzo 2020, la Fondazione Adolfo Pini presenta la mostra Bongiovanni Radice Una pittura borghese. Per la prima volta, nello spazio al piano terra della Fondazione saranno esposti, in una veste insolita, i lavori pittorici dell’artista, la cui valorizzazione rappresenta uno degli scopi principali dell’Ente. Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), zio materno di Adolfo Pini, visse e lavorò nell’elegante palazzina di fine Ottocento in corso Garibaldi 2, dove il nipote diede vita alla Fondazione Adolfo Pini anche con l’obiettivo di promuovere l’arte in tutte le sue forme, attraverso studi, esposizioni e il sostegno a giovani artisti emergenti. Le opere in mostra raccontano la carriera pittorica e l’anima di Bongiovanni Radice, dal ventennio del Novecento fino agli ultimi anni della sua produzione artistica (1970). I cinquant’anni in cui si dipana la sua vicenda sono probabilmente tra i più vulcanici di tutta la storia dell’arte, ma Bongiovanni persegue la sua strada in solitaria, senza preoccuparsi delle “novità”. Cerca infatti di affinare sempre più quell’idea di pittura tradizionale in cui si riflettono mille suggestioni mutuate da altrettanti artisti, che assume allo stesso tempo quell’aspetto di “decoro” tipico della borghesia industriale milanese. Quasi una ricetta: conoscere tutto, prendere il meglio, lasciar sedimentare sino a quando il meglio, raffreddato, non rischia più di bruciare il palato.

a cura di Valentina Redditi


Gabriel Orlowski. Technicolor

Napoli, 8 febbraio - 31 marzo 2020

Sabato 8 febbraio dalle ore 18.00 la Shazar Gallery presenta Technicolor, la prima personale italiana di Gabriel Orlowski. L’artista polacco ha prodotto in esclusiva per la galleria di via P.Scura un progetto fotografico focalizzato sulle capacità della luce di trasformare la fisicità dei soggetti ritratti, di cambiarne l’essenza in favore in una consistenza eterea e autonoma. Classe ’89, il fotografo, che vive e lavora a Varsavia, è stato recentemente nominato come uno dei "Giovani Lynx" dalla rivista Contemporary Lynx, l’elenco dei più importanti giovani artisti polacchi (2018). Autore e collaboratore di varie riviste e libri d'arte, si interessa ai linguaggi digitali e alla musica ed ha esposto in mostre personali e collettive in tutta Europa. In Technicolor Orlowski mostra i recenti lavori concepiti per l’occasione, nove fotografie che aprono finestre su mondi isolati, silenti ed equilibrati in cui l’occhio indaga una realtà parallela fatta di linee e pulviscoli dorati che definiscono nuove prospettive. La ricerca del fotografo si concretizza in composizioni pulite, nette, precise in cui tuttavia i viraggi di luce sono sempre accesi, caldi, decorativi, un approccio peculiare che diventa la sua cifra stilistica.

a cura di Valentina Redditi


Alberto Gandolfo. Quello che resta

Palermo, 15 - 29 febbraio 2020

Dimora OZ in Palazzo Sambuca a Palermo, dal 15 al 29 febbraio 2020, ospita l’installazione Quello che resta, che presenta 35 fotografie di Alberto Gandolfo (Palermo, 1983). L’iniziativa è organizzata da Église in collaborazione con Dimora OZ, realtà che sono parte attiva del KAD – Kalsa Art District, nato a ottobre del 2019 a Palermo, come network volto a promuovere la cultura dell'arte contemporanea sul territorio. La mostra, curata da Benedetta Donato, ruota attorno alla ricerca fotografica dell’artista siciliano, iniziata nel gennaio del 2017, che prende spunto dalle vicende di cronaca risalenti al passato italiano più recente, mettendo al centro della narrazione i familiari e le persone vicine alle vittime di episodi tragici, impegnate in lunghe battaglie alla ricerca della verità. Per oltre un anno, Alberto Gandolfo ha documentato e approfondito 27 storie, dalla strage di Piazza Fontana al disastro ferroviario di Viareggio, dai casi Englaro e Welby a Stefano Cucchi e ad altri episodi avvenuti in Sicilia negli ultimi anni. A queste e altre storie corrispondono i ritratti di volti dei familiari delle vittime, finora rimasti quasi sconosciuti. Renderli visibili, è il mezzo per mantenere alta l'attenzione sulle evoluzioni di vicende specifiche e assai particolari, in cui necessariamente tutti sono coinvolti. Un omaggio è dedicato alle famiglie di Peppino Impastato, Paolo Borsellino, Nino Agostino e Ida Castelluccio, che in modalità diverse, si fanno portatrici di attività di promozione della cultura della legalità.

a cura di Valentina Redditi


David Casini. Eliminare la carne

Firenze, 21 febbraio - 12 aprile 2020

La Portineria, nuovo spazio progettuale per l'arte contemporanea a Firenze, inaugura il proprio programma espositivo con il ciclo A Solo: quattro mostre personali che si concentrano su una serie di opere, accompagnate da un dialogo testuale, di approfondimento, tra gli artisti e il curatore. La prima mostra del ciclo èEliminare la carne di David Casini. Considerando il giorno di inaugurazione, 20 febbraio 2020 ovvero "giovedi grasso", il titolo si riferisce in modo giocoso all'etimo del Carnevale (dal latino “carnem levare”), che a sua volta derivava dagli ultimi banchetti prima del digiuno di Quaresima; le feste carnevalesche - che ebbero origine da celebrazioni antiche come le dionisiache greche e le saturnali romane - realizzavano un rovesciamento, seppur temporaneo, delle regole e dei ruoli sociali, consentendo azioni altrimenti interdette. La recente serie di opere di David Casini, con analoga libertà, si pone in rapporto di (re)interpretazione con la storia dell'arte; nel caso specifico attraverso “citazioni” da grandi autori quali Medardo Rosso, Paul Klee e Pablo Picasso. Alcuni elementi figurativi delle opere dei tre artisti, estratti da riproduzioni in cataloghi, diventano il punto d'inizio per un processo di appropriazione, traduzione e camouflage, al cui termine viene creato qualcosa di nuovo (delle maschere, una pochette, un quadro); la storia dell'arte è insomma considerata come materia viva, un immaginario collettivo in constante divenire. Lo stesso spazio espositivo viene “trasfigurato”, a somiglianza di una stanza domestica, al cui interno un particolare elemento architettonico, assume la funzione di passaggio: dalla dimensione reale a quella dell'immaginazione.

a cura di Valentina Redditi


Giorgio di Noto. The Iceberg

Catania, 23 febbraio - 12 aprile 2020

ll prossimo 22 febbraio alle ore 18.00, presso lo spazio Plenum – Fotografia Contemporanea di Catania, diretto da Massimo Siragusa – s’inaugura The Iceberg, personale dell’artista romano Giorgio Di Noto la cui ricerca si focalizza sullo studio dei materiali e dei linguaggi della fotografia e del rapporto tra processi tecnici e contenuti delle immagini. La mostra visitabile fino al 12 aprile è a cura di Chiara Capodici. Il testo critico è firmato da Paola Paleari. The Iceberg affronta un tema estremamente attuale, il deep web. Giorgio di Noto presenta internet come un Iceberg la cui punta raffigura il “Surface Web”, ovvero, quel territorio digitale dove si naviga tra motori di ricerca, social networks, blog, siti d'informazione ecc. La parte sommersa dell'iceberg, pari a più del suo 90%, è rappresenta da quello che viene chiamato “Deep Web”. Sotto la superficie conosciuta di Internet si evolve un network criptato che sfugge ai motori di ricerca e in cui vige la totale anonimità. Uno spazio apparentemente senza regole, accessibile solo attraverso specifici software, dove tutto è teoricamente permesso, dove nulla è praticamente tracciabile. Nell'installazione The Iceberg queste fotografie - probabilmente scattate con piccole macchine o smartphone, inedite e anonime - sono presentate come oggetti invisibili stampate con degli inchiostri speciali, appaiono e si rivelano sulla superficie solo attraverso una luce ultravioletta. La stessa luce che nella realtà è impiegata per rivelare tracce di droga, in questo caso è necessaria per rivelare una rappresentazione della droga stessa, altrimenti non accessibile. Queste immagini, caricate anonimamente e probabilmente destinate ad autocancellarsi esaurita la loro funzione, non sono rintracciabili nè visibili nel web tradizionale, ma vivono temporaneamente solo in questo spazio. La luce gioca qui un ruolo fondamentale, infatti, la sua assenza o presenza crea una diversa percezione dell'opera.

a cura di Valentina Redditi


Geumhyung Jeong. Upgrade in Progress

Modena, 29 febbraio - 2 giugno 2020

Fondazione Modena Arti Visive è lieta di presentare Upgrade in Progress, la prima personale dell’artista coreana Geumhyung Jeong in un’istituzione d’arte contemporanea italiana. La mostra, a cura di Diana Baldon, curator-at-large di Fondazione Modena Arti Visive, inaugura venerdì 28 febbraio 2020 alle ore 18 alla Palazzina dei Giardini. L’esposizione presenta una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive, incentrata sul progetto più recente di Geumhyung Jeong. L’artista si è distinta a livello internazionale nell’ambito delle arti performative per le sue coreografie allo stesso tempo divertenti e inquietanti in cui si esibisce con apparecchi elettronici con sembianze umanoidi. Combinando diversi mezzi espressivi – danza, teatro, film e scultura – l’artista realizza le sue opere con una varietà di dispositivi protesici, strumenti hardware meccanici e tecnologici, cosmetici, manichini medici, inserendo performance dal vivo che “dimostrano” come i suoi oggetti possano essere utilizzati. Quando li presenta in contesti dedicati alle arti visive, l’artista dispone gli oggetti secondo strane sequenze e li ordina su piedistalli all’interno di ambienti molto illuminati, imitando gli archivi scientifici e le collezioni museali. Upgrade in Progress è l’ulteriore sviluppo di Homemade RC Toy, una serie di sculture meccaniche a controllo remoto realizzate dall’artista nel 2019 per la sua personale alla Kunsthalle Basel, e di Small Upgrade, presentato lo stesso anno alla 5° Ural Industrial Biennial of Contemporary Art (Russia). Per via della loro realizzazione fai-da-te con componenti acquistati online, e avendo Jeong imparato da autodidatta codici meccanici e di programmazione, i suoi “robot” risultano estremamente amatoriali e i movimenti ad essi infusi alchemicamente dall’artista appaiono imprevedibili e sgraziati.

a cura di Valentina Redditi


Ettore Pinelli. Archivio senza titolo

Pozzallo (RG), 29 febbraio - 18 aprile 2020

Sabato 29 febbraio alle ore 18, alla galleria SACCA di Pozzallo, verrà inaugurata la mostra personale “Ettore Pinelli | Archivio senza titolo”, a cura di Giovanni Scucces e dell’artista. Un dialogo con lo spazio della galleria. Due grandi wall paintings, rosa e grigio, daranno uno slancio dinamico all’esposizione e ingloberanno opere su più livelli. In mostra ci sarà buona parte della produzione più recente insieme ad alcuni materiali d’archivio che, nel complesso, permetteranno di tracciare e comprendere la metodologia adottata da Pinelli dall’ideazione fino alla realizzazione dei suoi lavori.

a cura di Valentina Redditi


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